ITALIA: dalla Sicilia parte la ribellione all’usura legalizzata…e parte anche la campagna di diffamazione e criminalizzazione politica e mediatica…(Articoli + Video aggiornamento continuo)

LA SICILIA SI FERMA PER RIPRENDERSI LA LIBERTA’

*

Movimento dei Forconi su Facebook:
pagina originale e autentica.
Diffidate delle imitazioni recentemente costruite
da chi vuole dividere il movimento.

*

Testimonianza di un bracciante siciliano

*

Tutta la Sicilia si è mobilitata,
e l’Italia cosa fa?

poco nulla, accodata alla mafia dei sindacati

gode a farsi sodomizzare senza reagire.

Italiani italioti, popolo di schiavi e di badogliani.

POPOLO SICILIANO, DAI L’ESEMPIO!

Parte da qui la rivolta contro le mafie e le massonerie al servizio degli usurai planetari. Saprà il resto dell’Italia cogliere quest’occasione di unità e mobilitazione, fuori dagli schemi asserviti partitici, o sarà piegata e plagiata da sindacati e politicanti di mestiere ben pagati per mantenere il gregge nell’ovile e continuare a tosarlo sino alle ossa?

Mentre i Tiggì nazionali catalizzano l’attenzione sulla sciagura occorsa alla nave da crociera, la “nave Italia” affonda, portando con se sciagure anche peggiori. Le reti televisive nazionali ci mostrano con apprensione le disavventure sentimentali dei “reali di Monaco e d’Inghilterra” e le loro ‘depressioni…’, ma non dedicano neppure una parola alle disavventure delle famiglie italiane, particolarmente a quelle del sud, schiacciate tra mafie locali e massonerie romane: la camorra euro-banchiera, della quale i nostri politici sono i camerieri, non vuole.

Ci pensano alcuni giornali on-line e qualche quotidiano che non può fare a meno di dedicare una nicchia all’avvenimento. Noi riporteremo le informazioni sin qui raccolte e ricevute direttamente dagli amici siciliani coinvolti in queste ore di riaffermazione di dignità.

Riportiamo anche le miserabili affermazioni della “sinistra” politicamente corretta, la quale ovviamente non può che bollare come “mafiose e intimidatorie” queste manifestazioni: perchè le manifestazioni sono “sante e giuste” solo quando sono i loro leader sindacali corrotti a  gestirle, ma diventano brutte e cattive e “fasciste”, quando è il popolo che spontaneamente le appoggia, fuori dalla loro logica faziosa. (Redazionale)

*

CHI AVESSE ALTRE SEGNALAZIONI DA FARE (video o articoli da pubblicare o links di articoli già pubblicati) PUÒ LASCIARE UN MESSAGGIO A FONDO PAGINA.

*

ARTICOLI E VIDEO al 23 GENNAIO 2012

Martino Morsello: Queste sono le sfide che Lombardo deve risolvere nell’incontro a Roma con il governo nazionale.

Continua la mobilitazione in Sicilia dei Forconi fino al 26 gennaio allentando la morsa negli svincoli e dando la possibilità a tutti di passare tranquillamente aspettando l’incontro a Roma tra il Presidente Lombardo e il Presidente Monti e sarebbe auspicabile anche la presenza del Commissario Europeo ai trasporti e all’agricoltura considerato che per risolvere il problema così grave bisogna andare in deroga alle leggi comunitarie.

Il gasolio a 0.70 € è l’obiettivo minimo che si preffigono sia gli agricoltori che autotraspotatori in quanto isola la Sicilia trova immense difficoltà ad arrivare al centro dell’europa. Il blocco delle procedure esecutive serit ed equitalia fonte di causa di molti suicidi tra i cittadini e gli agricoltori è improrogabile così come i 4 mila miliardi delle vecchie lire dei fondi comunitari 2007/2013 devono essere messi a disposizione di tutte le aziende agricole.

Blocco alle illegalità alimentari imposte dalla comunità europea quali: vino adulterato, aranciata senza arance, limonata senza limone, passata di pomodoro arricchita con sale di provenienza cinese, mozzarelle blu, pollo al floro, etc etc devono essere bandite dai regolamenti comunitari. La Sicilia zona franca è l’obiettivo che si proprone il Movimento dei Forconi guidato da Martino Morsello.

La lotta va fatta in Sicilia con l’applicazione totale dello statuto e l’eliminazione di tutti gli sprechi causati da questa politica che si alimenta e si rielegge attraverso un sistema di voto di scambio dove il nepotismo la fa da padrona e la burocrazia si ingrassa a dismisura. Energia elettrica a 0.028 € come già pagano circa 200 aziende italiane favorite dal sistema.
Queste sono le sfide che Lombardo deve risolvere nell’incontro a Roma con il governo nazionale.

Martino Morsello
Resp Movimento dei Forconi – (328/6009880)

Fonte: http://cuibevitapalermo.blogspot.com/2012/01/martino-morsello-queste-sono-le-sfide.html

*

PROMEMORIA PER RAFFAELE LOMBARDO: Lo sapevi che lo Statuto Speciale Siciliano…

Ti consentirebbe di pagare meno tasse, di avere stipendi e pensioni più pesanti, di pagare meno carburanti ed energia? (art. 36)

Attribuirebbe alla Sicilia tutti i tributi che maturano nel nostro territorio, e quindi darebbe alla Regione più risorse per dare ai cittadini servizi degni di un paese civile? (art. 37)

Vieterebbe allo Stato di possedere nulla oltre alle caserme e tutto il resto sarebbe della Regione che potrebbe utilizzarlo per dare servizi ai cittadini? (artt. 32-35)

Consentirebbe alla Sicilia di dotarsi di aeroporti, ferrovie, strade, porti, metropolitane, scuole, aree industriali e tutte le infrastrutture che le servono per il suo sviluppo? (art. 38)

Ridurrebbe i dazi sulle importazioni di macchinari che servono per l’agricoltura e per le imprese agro-alimentari? (art. 39)

Darebbe alla Sicilia una sua Banca centrale che “stampa euro” e, se i redditi monetari e le riserve valutarie sono in eccesso rispetto a ciò che serve per la politica monetaria, può restituirli o alla Regione o ai cittadini sotto forma di “reddito di cittadinanza”? (art. 40)

Consentirebbe alla Sicilia di farsi leggi proprie, come uno stato indipendente, in quasi ogni settore dell’economia (agricoltura, industria, commercio), oppure per difendere il proprio territorio e i propri beni culturali, oppure ancora per i servizi d’interesse generale (acqua, luce, gas,…) o, ancora, per le associazioni, onlus, cooperative,….? (art. 14)

Consentirebbe alla Sicilia di farsi una propria Scuola e una propria Università, dove si insegna la storia, la lingua, la letteratura, l’arte siciliana e lo stesso Statuto speciale che invece oggi i cittadini sconoscono? (artt. 14 e 17)

Consentirebbe alla Sicilia di farsi una propria sanità e proprie leggi e contratti di lavoro che possano ridurre la nostra disoccupazione? (art. 17)

Consentirebbe alla Sicilia di dar vita ad un proprio sistema di banche e assicurazioni, persino una propria “Borsa valori”, senza sottomettersi al potere usuraio delle imprese del Continente? (artt. 17 e 41)

Prevederebbe la soppressione delle province, enti inutili, e la loro sostituzione con liberi consorzi di comuni? (art. 15)

Tutta l’amministrazione statale in Sicilia dovrebbe essere regionalizzata e che il “nostro” Presidente potrebbe sedere nel Consiglio dei Ministri italiani in permanenza a rappresentare gli interessi della Sicilia come se fosse uno Stato quasi indipendente? (artt. 20 e 21)

Le tariffe ferroviarie, aeree, navali non si potrebbero stabilire senza il nostro parere? (art. 22)

Nei processi dovremmo trovare in Sicilia stessa il nostro giudice, fino alla Corte di Cassazione? (art. 23)

Avremmo persino una piccola Corte Costituzionale, l’“Alta Corte per la Regione Siciliana”, che è l’unica che può giudicare se le leggi regionali sono costituzionali o no e che lo Stato non potrebbe impugnare direttamente le leggi della Regione ma solo attraverso un Commissario dello Stato che è una figura terza di garanzia? (artt. 24-40)

Potremmo trascinare penalmente davanti a questa Alta Corte tutti i Presidenti e gli Assessori regionali che hanno commesso “abuso d’ufficio” e altri reati connessi alle loro funzioni come una sorta di “Tribunale dei Ministri”? (art. 26)

Sarebbero abolite le prefetture, la polizia e i carabinieri e dovremmo avere una Polizia di stato siciliana, compresi i servizi segreti e una guardia di finanza nostra? (art. 15 e 31)

In pochi anni una Commissione mista “Stato-Regione” avrebbe dovuto dare nel 1946 le norme attuative per applicare lo Statuto? (art. 43)

E invece…

Lo Stato italiano impedisce dal 1946 che lo Statuto Siciliano venga attuato e ne boicotta ogni manifestazione o la concede in minima parte o la ritarda…

’Alta Corte è stata sciolta incostituzionalmente, senza modifica dello Statuto, già nel 1957, e da allora la Corte Costituzionale, che non ha competenza sulla Sicilia, ha provveduto e provvede ogni giorno a “castrare” la nostra Carta fondamentale a colpi di sentenze.

La Sicilia è stata tenuta volontariamente nel sottosviluppo, nel clientelismo e nell’illegalità con la complicità dei politici che l’hanno amministrata per conto dei partiti nazionali.

Fonte: http://cuibevitapalermo.blogspot.com/2012/01/promemoria-per-raffaele-lombardo-lo.html

ARTICOLI E VIDEO 21 GENNAIO 2012

“False ed infamanti dichiarazioni della stampa – Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata mentono ed hanno infangato il movimento”.

Solo per dovere di cronaca e perchè la mia famiglia mi ha insegnato il rispetto per la verita’ e legalita’, chi sta diffamando il nome di mio padre si deve solamente vergognare, la spaccatura del movimento dei forconi non e’ dovuta a forza nuova, alla mafia….

I signori Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata hanno dichiarato il falso alla stampa dicendo che non sapevano che io milito in Forza Nuova, che sia a Catania che a Messina nelle precendeti manifestazioni nel 2010 del movimento l’unica solidarieta’ e vicinanza e’ stata data dai camerati di Catania e Palermo loro stessi nella sede di forza nuova a Catania assieme a Roberto Fiore e all’eurodeputato Griffin hanno tenuto un discorso.. Chi dice il falso?

Nelle dichiarazioni di mio padre alla stampa viene chiarito il concetto che il movimento dei forconi e’ apolitico che chi e’ solidale al movimento stesso e’ ben accetto sia uomini di destra che di sinistra, che la lotta e’ una lotta di popolo.

I signori ferro e scarlata hanno infangato il nome del movimento nato in difesa di tutto il popolo siciliano…. Mio padre mi ha insegnato a rispettare tutto e tutti senza distinzione e senza chiedere una tessera di partito…

La pagina facebook del movimento dei forconi creata da me non ha mai strumentalizzato il movimento stesso, volevo che tutta l’italia conoscesse i problemi del popolo siciliano, ho sempre postato quello che i leaders mi chiedevano, senza aggiungere o togliere una virgola, non si sono mai posti il problema che la pagina veniva gestita da me e sapevano che milito in forza nuova .. Non e’ mai stato nascosto nulla…

Mio padre socialista e’ un uomo per bene e onesto, da tre giorni in scioppero della fame perche’ i poteri forti in sicilia hanno dichiarato che dietro al movimento c’e’ la mafia, ha sempre lottato contro il sistema mafioso denunciando fino a perdere l’azienda,….. E’ l’anima del movimento…!!!!

Ricevuto, con richiesta di publicazione, da Facebook il 21 gennaio 2012

*

Richichi: “Ferro non ci rappresenta più: ha scelto di seguire Lombardo”

Posted on 21 gennaio 2012

“Mariano Ferro non ci rappresenta più, gli autotrasportatori e il movimento Forza D’Urto continuano la protesta”.

Parla così Pippo Richichi a Livesicilia pochi minuti dopo la nuova occupazione dei caselli autostradali di San Gregorio a Catania.

La tensione è alta, sul posto sono presenti un migliaio di padroncini e agricoltori che hanno scelto di seguire la scelta del leader di Forza D’Urto Pippo Richichi, sfiduciando Mariano Ferro che attraverso un comunicato stampa aveva annunciato la conclusione dei blocchi.

“Lui ha acceso una miccia e non è stato in grado di gestirla – continua Richichi- ha scelto di seguire Lombardo magari per candidarsi nuovamente sindaco ad Avola, dove già è stato trombato”.

La piattaforma resta immutata, la protesta procede ad oltranza, sono appena iniziati gli assalti ai Tir in arrivo da Messina, polizia in assetto antisommossa.

Fonte: LiveSicilia

*

ARTICOLI E VIDEO 20 GENNAIO 2012

“Divide Forconi et Impera”…

I “media”, ben istruiti dai palazzi e dai servizi, cercano di criminalizzare e terrorizzare il movimento e il popolo italiano: “Ci sono i ‘fascisiti’, ci sono i ‘mafiosi’”. Cosa di meglio per spaventare e disperdere le masse?!?

E’ il solito giochino del ‘divide et impera’. Un movimento coeso, in cui confluiscano le istanze di tutta la gente che non ne può più di essere munta e strozzinata da un governo delle banche e multinazionali estere, viene bollato e screditato, per isolarlo ed impedire che l’incendio della rivolta si estenda a tutta l’Italia.

Un movimento diviso e frammentato in fazioni perderebbe di forza.

Non importa chi siano e da dove provengano le adesioni al movimento,purchè siano genuine e lavorino correttamente e coerentemente per la causa.

Dove sono invece i movimenti politici “accreditati”, i “difensori del popolo” della sinistra e della destra, del centro e periferie varie? Sono a reggere il gioco ai banchieri e usurai che ci stanno portando alla rovina. E allora se ne stiano nel loro porcilaio ed alla larga dai forconi.

Filippo Fortunato Pilato20 gennaio 2012 per TSL.org

*

Morsello: Non c’è la mafia dietro i Forconi

Video-Intervista a Martino Morsello, fondatore storico del Movimento dei Forconi.

Martino Morsello, fondatore del movimento dei Forconi, dai microfoni di Rai News respinge le accuse di Confindustria.

Cliccate sulla foto oppure qui e sarete reindirizzati alla pagina di RaiNews24, dove potrete ascoltare e vedere il video di RaiNews24.

Movimento dei Forconi: la storia di Forza Nuova è una fesseria. Ecco perché

Debora Billi – Venerdì 20 Gennaio 2012 – Crisis.Blogosfere.it

Invece di farci obnubilare dagli spauracchi, usiamo un po’ di buonsenso. Forza Nuova ha sempre contato come il due di picche: e ora organizza insurrezioni generali?

Non dovrei tornare su questa vicenda, mi sembra tanto di rimestare in un paiolo di fango, un po’ come se mi mettessi a disquisire della moldava di Schettino.
Annunci Google
Bed and breakfast PalermoElegante e raffinato b&b centrale Camera a partire da € 45,00bebpalermo.com
Domiciliazione in RomaLa tua nuova sede in Roma. A soli €50/mese. Attiva in 24 ore.www.domiciliazionesocieta.com
Crociere in CaiccoArivaCharter alla scoperta del mare Eolie,Egadi,Usticawww.arivacharter.it

Ma le rivolte sono parte inscindibile di ogni crisi. Ce ne sono e ce ne saranno sempre di più, per questo credo che dovremmo imparare in fretta a capire quando veniamo manipolati, e se i vari riots meritino o meno il nostro appoggio.

Dal giorno 1 della rivolta dei Forconi, la Rete è stata inondata di articoli che lanciano l’allarme “Forza Nuova”. Secondo i latori di codeste notizie (tutti di una certa area, peraltro), il movimento dei Forconi sarebbe diretto e comandato dai noti fascistoni forzanuovisti, e per questo meritevole di disgusto generale e dissociazione immediata.

Non mi spingo al complottismo, al chiedermi perché certe frange organiche alla nostra pietosa sinistra si affrettino tanto a disprezzare un movimento popolare di agricoltori, pastori, camionisti che sta protestando in piazza. Solo al pensiero inorridisco, e quindi evito.

Ma mi domando se può esserci qualcosa di vero. E non vivendo in Sicilia, mi limito ad usare la logica.

La teoria, propugnata con tanta convinzione, è la seguente:

Forza Nuova avrebbe la capacità di mobilitare la più grande regione italiana; di portare decine di migliaia di persone in piazza, sulle autostrade, nei porti, nelle campagne più sperdute; avrebbe la forza di mantenerle in strada notte e giorno, di far poi chiudere i negozi, di svuotare i supermercati, di bloccare caselli e imbarchi, di fermare le forniture di benzina; nonché di estendere la protesta alle regioni limitrofe (Calabria e Sardegna).

E allora mi chiedo: come mai, da anni, a tutte le manifestazioni di FN ci vanno in 12 gatti?

C’è da licenziare subito, inoltre, tutti i dirigenti della Digos. Ma come, in Italia c’è una forza politica, per giunta fascista, per giunta rivoltosa, con un potenziale rivoluzionario del genere e nessuno ne ha saputo mai nulla? Tutti girati dall’altra parte, mentre Forza Nuova si infiltrava nei gangli vitali del Paese e si garantiva un appoggio popolare nell’ordine dei milioni? Grillo a confronto è un nessuno.

Non so se vi rendete conto di quanto sia ridicolo tutto ciò. Di che razza di buffonata si stia mettendo su, approfittando del fatto che sventolando lo spauracchio la nostra mente si obnubila all’istante e depone il più elementare buonsenso. Non solo: imbastendo una tale montatura si insinua implicitamente, persino, che Forza Nuova sarebbe riuscita là dove la sinistra ha miseramente fallito, ovvero nell’incarnare la protesta popolare in un drammatico momento di crisi. Siamo certi che alla sinistra convenga, fare tutta questa (immeritata) pubblicità a fantomatici potentissimi fascisti? Non ci fa una bella figura.

Per concludere, chissà quanti destrorsi ci sono tra i Forconi. I camionisti, si sa, non sono esattamente il Che Guevara. Ma le adesioni continuano ad arrivare oltre che dai centri sociali, anche dai comunisti. Io mi preoccuperei di questo, che si tratta di una rivolta che viene da uno stato di fatto e che non ha colore, in cui destri e sinistri depongono le armi per badare al sodo dell’emergenza.

Ma forse è appunto proprio questo che preoccupa tanto…

FONTE: http://crisis.blogosfere.it/2012/01/forconi-la-storia-di-forza-nuova-e-una-fesseria-ecco-perche.html


Giuseppe Provenzale (FN) sulla rivolta dei Forconi in Sicilia a RadioErre2

*

PALERMO, PESCATORI CON IL MOVIMENTO FORCONI

ARTICOLI E VIDEO 18 E 19 GENNAIO 2012

Sicilia, Forza d’Urto: le manifestazioni snobbate da Monti

CorriereInformazione.it – 18 gennaio 2012

Continua senza sosta la protesta del movimento “Forza d’Urto” che in queste ore sta paralizzando totalmente la Sicilia. Sono più di ottantamila i manifestanti appartenenti agli autotrasportatori aderenti all’Aias, sostenuti dagli agricoltori del “Movimento dei Forconi” e anche dai pescatori, che si mobilitano contro gli effetti della crisi dei settori, caro carburante e aumento tariffe autostradali, con presidi e blocco merci che ha già causato la mancanza di carburante nell’isola.

Catania, code chilometriche allo svincolo di San Gregorio e in quello di Acireale con una lunga fila di Tir fermi.
Bloccate così le principali arterie viarie della Sicilia, ferrovie e porti che fino a venerdì prossimo saranno “occupati” dal movimento Forza d’Urto, anche se non è da escludere il protrarsi delle occupazioni.
I gruppi aderenti invitano il popolo siciliano a recarsi presso i tanti presidi presenti su tutto il territorio per raccogliere le firme di solidarietà.
La ribellione di queste ore non ha nessun precedente, oltre agli autotrasportatori si stanno allegando alla manifestazione anche le altre classi lavorative: pescatori, commercianti, imprenditori, organizzazioni e gruppi di armatori.

Sul blocco che sta paralizzando l’intera Sicilia, oltre alla mancanza di una corretta informazione sui media nazionali, si registra l’assenza del mondo politico, in particolare del governo guidato da Mario Monti.

Se all’Assemblea Regionale Siciliana il gruppo del Movimento per le Autonomie, ha presentato una mozione che impegna il governo della Regione siciliana ad individuare “misure economiche e finanziarie straordinarie e urgenti idonee a sostenere il comparto dei trasporti e quello agricolo”, si chiede inoltre di “intervenire presso il Governo nazionale affinché siano adottate misure concrete per ridurre i costi del carburante e le tariffe navali e autostradali per le merci in partenza o in arrivo nel Sud Italia”.
Poi il nulla: nessun intervento politico nazionale che porti all’attenzione del governo le proteste che sembrano dunque non avere nessuna risposta.
Mariano Ferro, leader del Movimento dei Forconi e tra i promotori del Movimento Forza d’Urto infatti fa sapere che: “In Sicilia sta succedendo qualcosa di inaspettato. I presidi sono ovunque e si moltiplicano di ora in ora. È probabile che se il Governo non risponde alle nostre richieste la protesta continuerà oltre la data stabilità”.
Sembra infatti che fra le intenzioni vi sia anche quanto già successo in Grecia o ripete addirittura la “primavera Araba”: “Sono finiti i tempi dei piagnistei, dopo 50 anni di silenzio è arrivato uno scatto di orgoglio siciliano” aggiunge Ferro.

Francescochristian Schembri

Nel cuore della protesta di Palermo

Livesicilia.it – 18/1/2012

Rossella Accardo ha perso due figli. Marco Maiorana si è suicidato. Stefano Maiorana è scomparso col padre Antonio. L’ho incontrata più volte. E abbiamo discusso e scritto in lungo e in largo dell’oscurità della sua vicenda: di quei figli cresciuti e smarriti in una voragine. Ora è qui, in un camper alla rotonda di via Oreto, una delle sedi principali del blocco che sta mettendo in ginocchio Palermo. Quali strade hanno portato Rossella dal centro del suo dolore alla soglia di una protesta collettiva? Lo spiega lei: “Lo stato-mafia che uccide la Sicilia è lo stesso che ha inghiottito i miei ragazzi. Non posso sottrarmi alla lotta”. Accanto, a spartirsi la fetta delle rivendicazioni una strana compagnia dell’anello, per definire così biografie che sono convenute nel medesimo punto da percorsi diversi. Conosco anche Massimo Ursino, per averlo incrociato da cronista: è un militante di Forza Nuova.

Per arrivare in via Oreto ho attraversato una città immersa in un cupo dopoguerra. Poca umanità in giro. E’ notte, c’è freddo. Ingorghi alle pompe di benzina. Code luminose annunciate da un delirio di quattro frecce che lampeggiano con violenza. Palermo è un borgo sotto assedio. Mancano i viveri e il pane, cioè il carburante, genere di prima necessità del nostro ordinamento quotidiano.

Rossella Accardo racconta: “Rappresento il movimento dei Forconi”. Con lei, nel camper, c’è Francesco Tusa. C’è Sergio, tecnico accorso sulle barricate. Con Ursino c’è un altro ragazzo di Forza Nuova. Due signore stanno in un angolo dell’angusto abitacolo, con i vetri appannati dal fiato. Ci sono bandiere siciliane piantate ovunque. Non si dorme. L’oggetto magico è un bricco poggiato sul tavolino, col caffè. “I giornali ancora non hanno capito nulla – dice Tusa, sventolando qualche quotidiano – qui non siamo davanti alla solita rivendicazione, è una rivoluzione. E non sono solo gli autotrasportatori in lotta. Ci sono i pescatori, gli agricoltori, ci siamo io e Rossella per i Forconi, c’è Forza Nuova. C’è gente che mai si sarebbe coalizzata e adesso marcia insieme, ognuno al fianco dell’altro. Il momento è grave”. Massimo Ursino fa segno di sì con la testa. Conferma: “Stamattina con noi c’erano i ragazzi di Anomalia e dei centri sociali, il nostro opposto da un punto di vista ideologico. Non ci interessano più i vecchi steccati in cui il potere ci ha rinchiuso per dividerci. E’ una storia tramontata”. Gli chiedo se la sua presenza non confermi i sussurri e le polemiche: l’azione di agitatori politici nel movimento. Lui risponde: “E credi che le persone si farebbero manovrare da noi? Certo, sosteniamo il blocco”. Gli chiedo il motivo di tanta rabbia. Ursino replica: “Non è rabbia, è amore”.

Su una cosa concordiamo, noi racchiusi nel microcosmo del camper. La politica non ha capito niente o fa finta di nulla. Se non è un assalto a palazzo, poco ci manca. “Saremo presto davanti all’Ars – spiega Tusa -. I politici devono uscire e andare via. Chiederemo le chiavi dell’Assemblea. Spettano al popolo”. C’è tanta roba, anche ingenua, frullata dentro il camper, a far colare il liquido della sommossa.

Si chiacchiera, al cospetto del bricco di caffè, nel focolare domestico su quattro ruote. Sapete che ci sono grandi e crescenti disagi? Sapete che a Lentini è finita a coltellate e l’esasperazione monta? Lo sanno. “Condanniamo la violenza – è il coro unanime – ma è necessario dare un segnale forte”.

Rossella Accardo ha perso due figli. Disegna una piramide su un foglietto per rappresentare la struttura della gerarchia. Sotto – con due sbaffi di penna – il profilo di una base vessata: “Ci hanno tolto il respiro e la dignità. Mi hanno tolto tutto. Fino all’ultimo ho sperato che Stefano potesse tornare. Adesso so che non sarà così. Noi stavamo in via D’Amelio il 19 luglio del ’92. I bambini sentirono il botto della strage Borsellino. Mamma, che cos’è, la fine del mondo? Non accetto di averli amati e allevati per l’inferno. Dobbiamo cambiare tutto”. Obietto che non sarà così semplice e che esistono altri mezzi. Alla fine, stanno pagando i poveri per mano di altri poveri. Rossella non è d’accordo. Ma ci salutiamo con due baci.  Sergio il tecnico è rimasto in silenzio. Parla sull’orlo del congedo: “La Sicilia era una terra ricca. Chi ha letto qualche libro sa che è stata depredata”.

Le bandiere della Trinacria garriscono sul camper. Sono le undici meno due minuti. Il vento porta echi furibondi di clacson in gara per l’ultima goccia di benzina. E’ notte. Fa freddo. C’è qualche capitano coraggioso che abbia voglia di risalire sulla nave che affonda?

ED ECCO A SEGUIRE IL VERGOGNOSO ARTICOLO FAZIOSO DEL SIONISTRO “FATTO QUOTIDIANO” 

 Caro carburante in Sicilia, da Forza Nuova all’Mpa. La politica è entrata nella protesta

Da “Il Fatto Quotidiano” del 19 gennaio 2012 (…e fatevi di meno…)

Domani a Palermo, è previsto un incontro tra alcuni rappresentanti dei movimenti e il presidente della Regione Raffaele Lombardo insieme ai prefetti siciliani.

Le voci del coinvolgimento di Forza nuova e Mpa. L’interrogazione di Giuseppe Gianni dei Pid al ministro dell’Agricoltura Mario Catania. L’incontro domani con il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo – anche lui Mpa – e i prefetti siciliani. La politica nelle proteste che da domenica stanno bloccando la Sicilia entra un po’ da tutti i lati. Eppure “qui non c’è nessuna bandiera, nessun partito. Siamo solo per la Sicilia”, dicono i manifestanti. Autostrasportatori riuniti nella rete Forza d’urto e agricoltori del movimento dei Forconi. Insieme a pescatori e forestali. Tutti contro l’alto prezzo del carburante che annullerebbe i loro guadagni e gli scarsi aiuti del governo alle categorie. Uniti in una prova di forza che da tre giorni provoca blocchi in tutta l’isola, lascia a secco le pompe di benzina e i supermercati senza ortaggi, latte e scatolame.

Problematiche che oggi Giuseppe Gianni ha illustrato al ministro Catania durante un question time alla Camera. E che non riguarda solo il Mezzogiorno. “L’aumento della benzina e la mancanza di infrastrutture rendono ancora più cari i prodotti che dalle campagne del Sud devono raggiungere i mercati del Nord”, spiega l’onorevole Pid. Per risolvere la questione servirebbero “la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica, l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura, il congelamento delle procedure di Equitalia-Serit per la riscossione dei tributi”. Come trovare i soldi? Con “l’utilizzo in deroga, per altri quattro o cinque anni, dei fondi del Piano di sviluppo rurale (2007-2013)”, chiede Gianni a nome dei manifestanti. Impossibile, risponde il ministro. Anche perché, ricorda Catania, lo scorso anno l’agricoltura siciliana ha ricevuto più di due miliardi per lo sviluppo rurale. Fondi disponibili anche per l’anno in corso.

“Il governo regionale e quello nazionale convochino subito i manifestanti e intervengano per bloccare la protesta che rischia di mettere in ginocchio la Sicilia”, dice il catanese Giovanni Burtone, parlamentare Pd, nel suo intervento a Montecitorio. Domani, infatti, a Palermo, è previsto un incontro tra alcuni rappresentanti dei movimenti e il presidente della Regione Raffaele Lombardo insieme ai prefetti siciliani. Il governatore che, secondo molti, è vicino ai movimenti che protestano. Insieme a Forza nuova. “Siamo stati semplicemente i primi a esprimere solidarietà a un gruppo che nasce spontaneo – smentisce ogni voce Giuseppe Provenzale, coordinatore regionale di Fn Sicilia – . L’estrema destra d’altronde è solo un etichetta”.

E di etichette ne sono state date diverse. Soprattutto ai metodi definiti “intimidatori e mafiosi” con cui i manifestanti continuano a bloccare tir, camion e furgoni di passaggio in Sicilia per convincerli ad aderire alla protesta. “Sono stato fermato già tre volte oggi. Se l’avessi saputo, starei stato a casa – racconta un signore di Palermo – . Non è giusto”. “E che dovevo fare? – sbotta un autista di Cosenza – . Se non mi fossi fermato, mi avrebbero tagliato le gomme”. “La protesta, per quanto buone siano le motivazioni, non può essere fatta con la forza – commenta su Facebook Ciro Scammacca, un commerciante di Lentini – . Non puoi entrare da me dicendo: o ghiuri o ti bruciamu u locali (o chiudi o ti bruciamo il locale ndr)”.

Sicilia bloccata, la protesta dei Forconi all’alba del quarto giorno

Strade bloccate, supermercati vuoti, scorte di benzina terminate. La protesta portata avanti in Sicilia dal Movimento dei Forconi comincia a delinearsi come previsto. Dopo la terza giornata di mobilitazione aumenta il coinvolgimento dei siciliani e parte l’effetto-domino in Calabria.

di Dario Lo Scalzo – 19 Gennaio 2012 - Il Cambiamento.it

Al risveglio del quarto giorno di protesta la fotografia è quella di una regione in ginocchio. Eppure, non si tratta di una fotografia in bianco e nero, ma colorata dal grado di tolleranza dei cittadini che li rende positivi complici di ciò che accade. Così, sebbene da un lato i siciliani corrano a svuotare gli scaffali dei supermercati e subiscano notevoli disagi, dall’altro le ragioni della protesta vengono comprese, legittimate ed appoggiate con la speranza, anche da parte di chi non è attivo in prima persona, che possa essere fruttuosa.

La strategia del Movimento dei Forconi comincia a delinearsi per come previsto: le strade, le autostrade, alcuni porti ed i mercati sono bloccati così come alcuni snodi ferroviari con conseguenti ritardi e soppressioni di treni, i supermercati sono stati assaltati dalla paura della gente e svuotati, i distributori di benzina hanno dato fondo alle scorte rimanenti e gli stabilimenti petrolchimici chiusi. In tale scenario, i prezzi di alcuni beni di prima necessità volano al rialzo, i prodotti da export vanno in deperimento, trionfa, per una volta, il prodotto a ‘km 0′ e le questure hanno attivato le unità di stato di crisi.

protesta forconi sicilia
Ci sono tutte le condizioni per attirare l’attenzione sulla protesta e ‘nazionalizzare’ le sue cause scaturenti

Ci sono tutte le condizioni per attirare l’attenzione sulla protesta e ‘nazionalizzare’ le sue cause scaturenti soprattutto se si pensa, un esempio su tutti, che la Sicilia contribuisce per 1/3 alla produzione nazionale di benzina. Eppure, il Governo centrale, quello italiano, per intenderci, fa ancora orecchie da mercante (sarà perché in molti sono banchieri?) mentre solo dopo l’ennesima accesa dimostranza di protesta di ieri davanti l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), le orecchie le ha ben sturate il Governatore che stamattina, insieme ai Prefetti siciliani, riceverà una delegazione dei movimenti di protesta. Si tratta di una prima in senso assoluto quella di un governo siciliano che riceve alcune categorie lavorative senza la presenza e l’intermediazione dei sindacati.

Nel frattempo al grido “azzeriamo la classe politica e combattiamo il sistema corrotto”, i Forconi raccolgono le simpatie dei pescatori, degli artigiani, degli edili, quelle degli studenti che prevedono di scendere in piazza con uno sciopero regionale per venerdì prossimo, dei pensionati, di tante donne, di alcuni centri sociali e di altre categorie della società civile.

Dopo la terza giornata di mobilitazione aumentano i consensi ed il coinvolgimento dei siciliani

Dal punto di vista del Movimento il bilancio si fa ancor più positivo sia per il fatto che di giorno in giorno è aumentato il numero – ormai difficilmente quantificabile – di chi si affianca ai Forconi moltiplicando i presidi dislocati sul territorio, che continuano la loro opera di informazione della popolazione anche attraverso il volantinaggio, sia per il tanto atteso interessamento dei mass media che hanno infine cominciato a dare le prime informazioni al resto del paese sulla mobilitazione siciliana (stasera anche la trasmissione di Michele Santoro, Servizio pubblico, sarà in Sicilia).

Probabilmente la giornata di oggi con il vertice a Palazzo d’Orleans rappresenterà una cartina di tornasole, un momento decisivo per l’evoluzione della protesta e le sue prossime iniziative; secondo indiscrezioni, per questo incontro, adottando un approccio step by step, all’ordine del giorno vi sarebbero alcuni punti prioritari come la defiscalizzazione del carburante, un differente utilizzo dei fondi europei, il meccanismo di tracciatura e controllo dei prodotti e le procedure Serit-Equitalia. La tensione e le aspettative sono altissime.

Nell’attesa, la Sicilia è stata svegliata e scossa dal Movimento dei Forconi e adesso spetta alla popolazione decidere se cogliere questo assist attivandosi unitamente e liberamente o se delegare ad altri come spesso accaduto in passato.

Nel frattempo la protesta isolana diventa contagiosa e si estende oltre lo stretto, in Calabria, dove da ieri numerosi Tir hanno iniziato una mobilizzazione bloccando alcune strade statali, l’accesso ad alcune uscite autostradali, l’ingresso di alcune città e pianificando di creare disagi a Villa San Giovanni.

Rivolta dei Forconi: “Con noi 30mila persone agguerrite” Benzina esaurita a Palermo.

da “Il Giornale.it” – 19 gennaio 2012

Martino Morsello, uno dei leader del movimento: “Protestiamo contro una classe politica sorda alle nostre esigenze e che deve essere rinnovata al più presto”.

In alto i forconi. La protesta si estende. Dalla Sicilia la protesta si sposta anche in Calabria. Nei camion che da tre giorni sono fermi nelle Raffinerie di Gela e Priolo per lo sciopero contro i rincari sui carburanti e sui pedaggi autostradali sventolano le bandiere della Trinacria.

A Catania c’è chi giura di aver visto tra gli agricoltori anche militanti di movimenti dell’estrema destra. E, a Palermo, dove al fianco dei camionisti ci sono gli anarchici del centro sociale Anomalia, la benzina è ormai esaurita nei distributori: solo poche stazioni di rifornimento hanno delle scorte e si registrano lunghe code. E’ impossibile etichettare il movimento dei Forconi, salito alla ribalta della cronaca degli ultimi giorni per aver bloccato l’intera Sicilia in soli due giorni. Sull’isola non c’è più una goccia di benzina, non circolano più i mezzi pesanti e i treni vanno avanti a singhiozzo a causa dei continui blocchi.

Oggi è il quarto giorno di una protesta che prevede una settimana di blocco totale e che è destinata ad allargarsi e a contagiare il resto del Paese. “I lavoratori – dicono gli organizzatori – scendono in piazza contro la classe dirigente sorda alle richieste d’aiuto da parte di categorie di lavoratori vittime di una crisi non più soltanto economica, ma sociale”. Ma chi sono gli organizzatori di questa mobilitazione anomala, capace di coinvolgere pezzi di società e gruppi politici che hanno poco in comune se non la crisi economica. Tra loro c’è sicuramente Giuseppe Richichi, 62 anni, da un ventennio alla guida degli autotrasportatori dell’Aias: ex trasportatore, è tra i responsabili di un consorzio che gestisce un autoparco a Catania realizzato con fondi pubblici. Accanto a Richichi c’ anche Martino Morsello, precario 57enne già deus ex machina di Altragricoltura, ora confluito nel movimento dei Forconi.

“In Sicilia per ora abbiamo 100 postazioni di protesta dove ci sono almeno 100 mila persone – racconta Morsello – se dovessimo dare una tessera a chi aderisce al movimento sicuramente non sarebbero meno di 30mila”.

Morsello, come l’avete messa insieme tutta questa gente?
“Il movimento dei Forconi è spontaneo.”

Non è nato ieri, però…
“Assolutamente no. E’ una iniziativa che affonda le sue radici in una protesta che va avanti da almeno dieci anni e che la classe politica ha sempre cercato di zittire. Sei mesi fa questa esperienza è confluita nel movimento dei Forconi.”

Perché il “forcone”?
“Perché è un attrezzo, al contempo leggero e forte, che veniva usato cento anni fa per lavorare e per protestare contro i padroni. E’ un simbolo, insomma. I nostri forconi rappresentano il diritto alla libertà nel mondo del lavoro. La nostra gente ha visto che il movimento era forte e ha iniziato ad aggregarsi, in modo trasversale, contro una classe politica sorda alle nostre esigenze e che deve essere rinnovata al più presto.”

Non avete sezioni di partito né centri di aggregazione: cosa vi tiene insieme?
“Internet e telefono…”

Tutto qui?
“Guardano tutti al nostro movimento per trovare rivalsa rispetto a una classe politica che ha fallito.”

Quindi, Morsello, voi non vi rifate a un partito di riferimento, ma avrete pur un riferimento di area ideologica…
“Nelle nostre file contiamo almeno 30mila persone agguerrite, persone che fanno parte di qualsiasi partito, persone che si sono rotte le balle e che vogliono riscrivere le regole della politica e spodestare i burocrati siciliani.”

Persone agguerrite? Sembra di sentir parlare il Senatùr…
“Agguerrite ma non armate… Il presidente della Regione Sicilia Raffele Lombardo ha fatto fallire la Sicilia e i siciliani. Per questo il movimento dei Forconi sta facendo un’azione di dissuasione: siamo decisi a portare avanti le nostre rimostranze.”

Cosa succederà una volta buttati via i “vecchi” politici?
“Prima di tutto vogliamo nuove elezioni.”

E poi?
“Poi, chiediamo una riduzione decisa dei costi della burocrazia e un taglio netto agli sprechi.”

Siete già stati contattati dal premier Mario Monti?

“Da Palazzo Chigi ci è stato fatto sapere che Monti è disposto a incontrarci solo se allentiamo la presa.”

E voi cosa avete deciso di fare?
“Andiamo avanti aprotestare fino a venerdì, proprio come avevamo deciso di fare. Poi ci organizzeremo nuovamente e metteremo in cantiere nuove proteste.”

Insomma, la protesta va avanti a oltranza?
“La ribellione è imminente.”

Movimento dei Forconi, la Sicilia in sciopero protesta

Vitadamamma.com - 18 gennaio 2012

La Sicilia è in subbuglio, ma il resto dell’Italia lo sa?

I siciliani sono arrabbiati. Da lunedì 16 gennaio, su tutta l’Isola, ci sono blocchi e presidi in numerose strade, caselli autostradali e porti per una protesta degli autotrasportatori che ha tutta l’aria della rivolta. Rivolta contro la crisi economica che, seppur coinvolga l’intero Paese, ha praticamente messo in ginocchio le aziende siciliane. E a nulla sono valsi gli appelli al Governo che ha dimostrato di ignorare, come la stampa nazionale in questi giorni, la Sicilia tutta e quel che vi sta accadendo. Ne parlano solo i tg e la stampa locali, lo urlano solo i frequentatori di facebook, lo scrive qualche articolo sparso qua e là sui blog, ma il resto dell’Italia cosa sa di questa protesta? O, soprattutto, cosa vuole sapere?

La Sicilia va avanti da sola e comunque. Non importa se ancora il resto d’Italia non sa, il movimento Forza d’urto non intende fermarsi e, vuoi o non vuoi, presto si parlerà di questa ribattezzata “primavera siciliana” in tutta la Penisola.

La “protesta dei Forconi” proseguirà ufficialmente fino alla mezzanotte del 20 gennaio, ma molto probabilmente non si fermerà a quella data.
Alla base della protesta c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che pesa tantissimo sugli autotrasportatori siciliani e sulle aziende. Si chiede la defiscalizzazione dei carburanti, ma anche l’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto siciliano che prevede di trattenere nell’Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti. Si chiede persino la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta. Si contesta l’operato dell’attuale governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, giudicato incapace di controllare la grave situazione in cui si trova l’Isola.

Certo, questa manifestazione, che nelle intenzioni di base non vuol danneggiare la popolazione siciliana e vuol svolgersi pacificamente, sta già creando parecchi disagi: nelle città dell’Isola scarseggia il carburante, c’è il rischio che il trasporto locale e non solo si fermi, non arriva più merce fresca e, se i container con le derrate alimentari continueranno a rimanere fermi nei porti, presto gli scaffali dei supermercati saranno vuoti. Ma sono disagi necessari, sostengono i promotori della rivolta, affinché tutti si rendano conto che la Sicilia sta male e che sta lentamente affondando. E se il resto d’Italia se ne frega, c’è già chi propone di acquistare, nei supermercati, solo merce del Sud e di sospendere la partita Palermo-Genoa, perché “l’Italia che la domenica si blocca davanti ad un televisore non potrà fare altro che capire che noi ci siamo. Entriamo dentro il terreno di gioco e fermiamo tutto”, ha detto Andrea Specchiarello.

Dalla rivolta sociale alla Moneta di Popolo.

Atuttadestra.net – 19 gennaio 2012

Con l’ inizio della mobiitazione dei Forconi e degli autotrasportatori di Forza d’ Urto in Sicilia, si apre una stagione di proteste, pacifiche ma dure che costelleranno presto il territorio nazionale. Tassisti, edicolanti, agricoltori, pastori e camionisti stanno con i fatti dimostrando che il popolo italiano non accetterà supino le politiche del default di Draghi e Monti. Roberto Fiore di Forza Nuova ha dichiarato: ” il passaggio successivo e’ la sovranità monetaria”

“In assenza di sindaci o autorità regionali che abbiano il coraggio di salvare attraverso l’ adozione di monete comunali emesse a credito le economie rovinosamente danneggiate dalla crisi, può essere lo stesso movimento agricolo siciliano o un insieme di categorie ad emettere buoni equivalenti al denaro”.

Un esperimento simile e di successo fu compiuto anni fa dal Prof Auriti in Abruzzo: in quella occasione nessuna autorità appoggiò l’ inziativa, ma l’ accordo e la solidarietà dei cittadini surrogò i politici assenti e creò di fatto una moneta di popolo”. Le tragicomiche parole di Draghi sulla gravità della situazione ( Draghi è fra i maggiori responsabili assieme a Monti della crisi) ci confermano che il popolo non deve attendere soluzioni da chi ha affondato la nave, ma deve prendere in mano il proprio destino”. Oltetutto Fiore ricorda che nello Statuto Siciliano è presente con l’ Art 17 una normativa che consente alla Regione la possibilità di disciplinare il credito; con l’ art 41 si afferma poi che la Regione può emettere prestiti interni. ” Ma se la Regione, come noi pensiamo preferirà i poteri bancari e Monti agli agricoltori siciliani- ha concluso l’ On Fiore- ben venga la moneta popolare siciliana.”

*

Movimento dei Forconi su Facebook:
pagina originale e autentica.
Diffidate delle imitazioni recentemente costruite
da chi vuole dividere il movimento.

*

7 Articoli + 7 Video – Reloaded by TerrasantaLibera – 19 gennaio 2012

Questo articolo è stato pubblicato in Anti-usura, Filippo Fortunato Pilato, Forza d'Urto, Movimento dei Forconi, Ribellioni, Rivolte, Rivolte popolari, Sicilia ed etichettato con . Includi tra i preferiti il permalink.

2 risposte a ITALIA: dalla Sicilia parte la ribellione all’usura legalizzata…e parte anche la campagna di diffamazione e criminalizzazione politica e mediatica…(Articoli + Video aggiornamento continuo)

  1. Pingback: Libia-Italia: Mario Monti, cameriere della Goldman Sachs, firma la “Dichiarazione di Tripoli” | Libyan Free Press

  2. Pingback: Libia-Italia: Mario Monti, cameriere della Goldman Sachs, firma la “Dichiarazione di Tripoli” | Terra Santa Libera

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s