Libia: La più grande impresa militare dopo l’invasione dell’Iraq

Libia: La più grande impresa militare dopo l’invasione dell’Iraq
Verso una operazione militare protratto

Michel Chossudovsky Global Research, 20 marzo 2011
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

Oltraggiose Menzogne da parte dei media internazionali: bombe e missili sono presentati come uno strumento di pace e di democratizzazione …
Questa non è una operazione umanitaria. La guerra in Libia apre una nuova guerra regionale. Ci sono tre distinti teatri di guerra nella regione medio-orientale e centro-asiatica. Palestina, Afghanistan e Iraq. Ciò che si sta svolgendo è la quarta guerra USA-NATO nel teatro in Nord Africa, con il rischio di un’escalation.Questi quattro teatri di guerra sono funzionalmente collegati, fanno parte di un sistema integrato-militare dell’agenda USA-NATO. Il bombardamento della Libia era sul tavolo del Pentagono da diversi anni, come confermato dall’ex comandante della NATO, generale Wesley Clark. L’Operazione ‘Alba dell’Odissea’ è riconosciuta come “il più grande intervento militare occidentale nel mondo arabo dopo l’invasione dell’Iraq, che è cominciata esattamente otto anni fa“. (Russia: Stop ‘indiscriminate’ bombing of Libya – Taiwan News Online, 19 marzo 2011).
Questa guerra è parte della battaglia per il petrolio. La Libia è tra le economie petrolifere più grandi del mondo, con circa il 3,5% delle riserve mondiali di petrolio, più del doppio di quelle degli Stati Uniti. L’obiettivo di fondo è quello di ottenere il controllo delle riserve di gas del petrolio della Libia, sotto il travestimento di un intervento umanitario. Le implicazioni geopolitiche ed economiche di un un intervento militare diretto USA-NATO contro la Libia, sono di vasta portata.
L'”Operazione Alba dell’Odissea” è parte di una più ampia agenda militare in Medio Oriente e nell’Asia centrale, che consiste nell’ottenere il controllo e la proprietà aziendale di oltre il sessanta per cento delle riserve mondiali di petrolio e gas naturale, compreso il petrolio e i gasdotti. Con 46,5 miliardi di barili di riserve accertate, (10 volte quelle dell’Egitto), la Libia è la più grande economia petrolifera del continente africano, seguita da Nigeria e Algeria (Oil and Gas Journal). Al contrario, le riserve accertate di petrolio degli Stati Uniti sono dell’ordine dei 20,6 miliardi di barili (dicembre 2008) secondo la Energy Information Administration. (US Crude Oil, Natural Gas, and Natural Gas Liquids Reserves).

La più grande impresa militare dopo l’invasione dell’Iraq
Un’operazione militare di queste dimensioni e grandezza, che prevedono la partecipazione attiva di numerosi membri della NATO e dei paesi partner, non viene mai improvvisata. L’Operazione Odyssey Dawn era in fase avanzata di pianificazione militare, prima del movimento di protesta in Egitto e Tunisia.
L’opinione pubblica è stata indotta a credere che il movimento di protesta si è diffuso spontaneamente dalla Tunisia e dall’Egitto alla Libia. L’insurrezione armata, in Libia orientale, è direttamente supportato dalle potenze straniere. Le forze ribelli a Bengasi hanno subito issato la bandiera rossa, nera e verde con la mezzaluna e la stella: la bandiera della monarchia di re Idris, che simboleggiava il dominio delle ex potenze coloniali. (Cfr. Manlio Dinucci, Libia – Quando la memoria storica è cancellata, Global Research, 28 febbraio 2011)
L’insurrezione è stata anche pianificato e coordinato con la tempistica delle operazioni militari. Era stata accuratamente pianificata mesi prima del movimento di protesta, come parte di un’operazione segreta. Forze speciali britanniche e USA sono state segnalate presenti sul terreno, ad “aiutare l’opposizione” fin dall’inizio. Abbiamo a che fare con una tabella di marcia militare, una cronologia di eventi pianificati con cura dai militari e dall’intelligence.

La complicità delle Nazioni Unite
Finora, la campagna di bombardamento ha provocato innumerevoli vittime civili, che sono indicate dai media come “danni collaterali” o provocati dalle forze armate libiche. Con amara ironia, la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’ONU garantisce alla NATO un mandato “per proteggere i civili

Protezione dei civili
4. Autorizza gli Stati membri che hanno notificato al segretario generale, di agire a livello nazionale o tramite organizzazioni o accordi regionali, ed in cooperazione con il Segretario generale, per adottare tutte le misure necessarie, in deroga al paragrafo 9 della risoluzione 1970 (2011), per proteggere i civili e le zone popolate da civili sotto la minaccia di un attacco nella Jamahiriya Araba di Libia, inclusa Bengasi, pur escludendo una forza d’occupazione straniera di qualsiasi forma su qualsiasi parte del territorio libico, e chiede agli Stati membri interessati di informare il Segretario Generale immediatamente delle misure da essi adottate, in forza della delega conferita dal presente paragrafo, che deve essere immediatamente comunicate al Consiglio di Sicurezza; (risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia: No Fly Zone e altri provvedimenti, 18 marzo 2011)
La risoluzione delle Nazioni Unite conferisce alle forze della coalizione carta bianca per impegnarsi in una guerra totale contro un paese sovrano, in deroga al diritto internazionale e in violazione della Carta delle Nazioni Unite. Serve anche i dominanti interessi finanziari: non solo consente alla coalizione militare di bombardare un paese sovrano, ma consente anche il congelamento dei beni, mettendo così a rischio il sistema finanziario della Libia.

Asset congelati
19. Decide che il congelamento dei beni imposte dal paragrafo 17, 19, 20 e 21 della risoluzione 1970 (2011) si applicano a tutti i fondi, altre attività finanziarie e risorse economiche che sono sui loro territori, che sono posseduti o controllati, direttamente o indirettamente, dalle autorità libiche….
In nessuna parte della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU vi è menzionata la questione del cambio di regime. Eppure è chiaro che le forze di opposizione riceveranno una parte del denaro confiscato ai sensi dell’articolo 19 della risoluzione 1973. Nelle discussioni con i leader dell’opposizione fatti in tal senso hanno già avuto luogo. Si chiama cooptazione e frode finanziaria:
20. Afferma la sua determinazione ad assicurare che beni sequestrati ai sensi del paragrafo 17 della risoluzione 1970 (2011) saranno, in una fase successiva, al più presto messi a disposizione e per il bene del popolo della Libia;
Per quanto riguarda l'”Attuazione dell’embargo sulle armi” al par. 13 della risoluzione, le forze della coalizione si impegneranno a far rispettare, senza eccezioni, un embargo sulle armi alla Libia. Eppure, da subito hanno violato l’art. 13, fornendo armi alle forze di opposizione a Bengasi.

Operazione militare protratta?
I concetti sono capovolti. In una logica totalmente distorta. Pace, sicurezza e protezione del popolo libico, devono essere raggiunti attraverso attacchi missilistici e bombardamenti aerei. L’obiettivo dell’operazione militare non è la protezione dei civili, ma un cambiamento di regime e la disgregazione del paese, come in Jugoslavia, vale a dire la partizione della Libia in paesi separati. La formazione di uno stato separato nella zona di produzione del petrolio della Libia orientale, è previsto da Washington da molti anni.
Appena una settimana prima l’assalto dei bombardamenti, il direttore dell’intelligence nazionale James Clapper aveva sottolineato, in una testimonianza al Comitato per le forze armate del Senato degli Stati Uniti, che la Libia ha notevoli capacità di difesa aerea e che una no fly zone potrebbe potenzialmente divenire una operazione militare protratta: La politica di Obama è “volta a togliere dal potere Gheddafi“, ha ribadito il consigliere per la sicurezza nazionale. Ma la testimonianza di Clapper sottolineato quanto sia difficile che ciò possa accadere. Ha detto alla commissione del Senato che pensa che “Gheddafi vi resterà a lungo” e che non pensa Gheddafi “ha alcuna intenzione di lasciare…“. Più tardi, enumerando le sue ragioni per credere che Gheddafi avrebbe prevalso, Clapper ha detto che il regime ha diverse forniture militari e può contare sulle unità dell’esercito meglio addestrate, “le più robustamente dotate“, compresa la 32° brigata, che è comandata dal figlio di Gheddafi, Khamis, e la Nona brigata.
La maggior parte del suo equipaggiamento comprende difese aeree, artiglieria, carri armati e altri veicoli di produzione russa, “e appaiono i più disciplinati sul modo con cui trattare e riparare le apparecchiature“, ha continuato Clapper. Clapper ha contestato affermazioni che una no-fly zone possa essere rapidamente e facilmente imposta alla Libia, dicendo che Gheddafi comanda il secondo più grande sistema di difesa aerea del Medio Oriente, dopo l’Egitto. “Hanno un sacco di materiale russo, e vi è una certa qualità nei numeri. Alcuni di tali apparecchiature sono cadute nelle mani degli oppositori“, ha continuato. Il sistema è composto da circa 31 siti per missile superficie-aria e un complesso radar che “è focalizzato sulla protezione della costa del (Mediterraneo), dove vi è l’80 o l’85 per cento della popolazione“, ha detto Clapper. Le forze di Gheddafi hanno anche “un grande numero” di missili anti-aerei spalleggiabili. Il Gen. Ronald Burgess, direttore della Defense Intelligence Agency, ha approvato la valutazione Clapper, dicendo che il vantaggio si spostava verso forze di Gheddafi, dopo essere stato inizialmente a vantaggio dell’opposizione.
Sia o no completamente spostato dalla parte di Gheddafi, in questo momento, nel paese, penso non sia chiaro“, ha detto Burgess. “Ma ora abbiamo raggiunto uno stato di equilibrio in cui … l’iniziativa, se si vuole, può andare a favore del regime“. Ore dopo che Clapper aveva parlato, Thomas Donilon, consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, ha offerto una valutazione diversa, il che suggerisce vedute fortemente divergenti tra la Casa Bianca e la comunità dell’intelligence statunitense. Ha detto che l’analisi dei capi dell’intelligence è “statica” e “unidimensionale“, in base all’equilibrio del potere militare, non riuscendo a prendere in considerazione sia il crescente isolamento di Gheddafi che le azioni internazionali per promuovere i suoi avversari. (White House, intel chief split on Libya assessment, McClatchy, 11 marzo 2011)
La precedente affermazione suggerisce che l’Operazione Odissey Dawn potrebbe portare a una guerra di lunga durata, causando di conseguenza significative perdite a NATO-USA. Perdite militari della NATO sono stati riferite da fonti libiche, sin dall’inizio della campagna aerea. Poche ore dopo l’inizio dei bombardamenti, fonti libiche (ancora da confermare) hanno sottolineato l’abbattimento di tre jet francese. (Mahdi Darius Nazemroaya,, Global Research, 19 marzo 2011).
La rete televisiva nazionale libico ha annunciato che un aereo da caccia francese era stato abbattuto nei pressi di Tripoli. L’esercito francese ha negato tali affermazioni: “Noi rifiutiamo l’informazione che un aereo da caccia francese è stato abbattuto in Libia. Tutti gli aerei che abbiamo inviato in missione oggi, sono tornati alla base”, ha detto il portavoce dell’esercito francese, colonnello Thierry Burkhard, citato da Le Figaro.” (Libya: A french fighter plane was shot down! The French Army denies this information, xiannet. net 20 marzo 2011)
Fonti interne libiche (da confermare), hanno anche riferito l’abbattimento di Domenica di due jet militari del Qatar. Secondo i rapporti libici, ancora da confermare, un totale di cinque jet francesi è stato abbattuto. Tre di questi jet francesi d’attacco erano, secondo i rapporti, sono stati abbattuti a Tripoli. Gli altri due aerei militari francesi sono stati abbattuti mentre attaccavano Sirt (Surt/Sirte). (Mahdi Darius Nazemroaya, Libyan Sources Report Italians Captured. Additional Coalition Jets Downed, Global Research, 20 marzo 2011)

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