L’Intelligence inglese ha lavorato con al-Qaida per uccidere Gheddafi

L’Intelligence inglese ha lavorato con al-Qaida per uccidere Gheddafi

Gerald A. Perreira Global Research, 25 Marzo 2011
Global Breaking News – 22 03 2011
Traduzione di Alessandro Lattanzio

Utilizzando ciò che la Libia sostiene essere un illegale e invalida risoluzione ONU come un pretesto, una coalizione di crociati, tra cui USA, Gran Bretagna, Francia e Spagna, sta bombardando il paese del Nord Africa con una forza militare che non si è vista dai tempi della guerra del Golfo.
Il vero e illegale obiettivo di quella che viene chiamata Operazione Alba dell’Odissea, è il cambiamento di regime. Riprodurre lo scenario da incubo della guerra del Golfo, il piano è chiaro: disattivare la capacità di difesa della Libia e armare e rafforzare il conglomerato reazionario delle forze ribelli a Bengasi, nella speranza che questa manica di straccioni riporti indietro, una volta per tutte, la rivoluzione libica.
Questo non è il primo tentativo da parte della ex holding degli schiavi e delle potenze coloniali di linciare Gheddafi e di mettere in ginocchio la Libia. Nel 1986, gli Stati Uniti accusarono falsamente la Libia di aver bombardato una discoteca di Berlino. Il presidente Ronald Reagan tentò di assassinare Gheddafi bombardando la sua residenza a Bab al-Azizia a Tripoli. La figlia di Gheddafi e oltre un centinaio di libici furono uccisi. Poi, la Libia è stato falsamente accusata dell’attentato alla Pan Am di Lockerbie nel 1988, come pretesto per l’avvio delle sanzioni, al fine di paralizzare economicamente il paese.
Nel 1996, l’intelligence britannica ricorreva alle prestazioni di una cellula di al-Qaida in Libia, pagandola con un compenso enorme, si parla di più di 100.000 dollari per assassinare Muammar Gheddafi. Una bomba, destinata a Gheddafi, fu fatta esplodere sotto l’auto sbagliata nella sua città natale, Sirte. Numerosi civili furono uccisi.
Un ex operativo del MI5, David Shayler, ha rivelato che mentre stava lavorando all’ufficio Libia, nella metà degli anni ’90, il personale dei servizi segreti inglesi collaboravano con il Gruppo combattente islamico libico (LIFG), che era collegato ad uno dei fidati luogotenenti di Usama bin Ladin. Il LIFG è ormai considerato un gruppo terroristico nel Regno Unito.
Muammar Gheddafi e le forze rivoluzionarie libiche sono state le primi ad emettere un mandato di cattura contro Usama bin Ladin. Il governo libico spese anni ad avvertire il mondo della gravissima minaccia rappresentata da questi devianti islamisti. Secondo Shayler, l’intelligence occidentale era sorda agli avvertimenti della Libia, perché in realtà lavorava con il gruppo di al-Qaida in Libia, per far cadere Gheddafi e la rivoluzione libica.
Anas Al Liby è un membro della cellula libica di al-Qaida. Resta nella lista dei ricercati del governo USA, con un premio di 5 milioni di dollari per la sua cattura, ed è ricercato per il suo coinvolgimento negli attentati alle ambasciate africane degli Stati Uniti. Al Liby era con Bin Ladin in Sudan prima che il leader di al-Qaida tornasse in Afghanistan nel 1996. Sorprendentemente, la correzione, non così sorprendentemente, pur essendo un operativo di alto livello di al-Qaida, ad al-Liby è stato concesso l’asilo politico in Gran Bretagna e visse a Manchester fino al maggio del 2000.
Le affermazioni di Gheddafi e delle forze rivoluzionarie libiche, che i ribelli a Bengasi sono ispirati da al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) e la grave minaccia che ciò comporta, non solo in Libia ma in tutta la regione, sono ancora una volta rimasti inascoltati. Perché? Perché le forze dell’intelligence britanniche, tra gli altri, chiaramente collaborano con i ribelli di Bengasi – quelli cui tutti in Libia chiamano “i barbuti” – che hanno stretti legami con al-Qaida nel Maghreb Islamico. La prova di ciò è schiacciante. Gli inglesi hanno un rapporto di lunga data con gli affiliati di al Qaida del Gruppo combattente islamico libico, basato in Libia. Gli inglesi hanno anche un rapporto storico con la versione wahabita/salafita dell’Islam, sposata oggi da Ikhwan al Muslimeen (Fratelli musulmani) e dalle loro diramazioni, tra cui al-Qaida nel Maghreb Islamico.
Nel 1744, si formò l’alleanza tra il fondatore del wahhabismo, Muhammad ibn Abd-Wahhab e lo spietato leader tribale, Muhammad ibn Saud, i cui discendenti dominano l’Arabia Saudita fino ad oggi. Questa versione reazionaria dell’Islam era il fondamento teologico perfetto per la creazione coloniale del Regno dell’Arabia Saudita, e wahabismo resta la tendenza islamica ufficiale in Arabia Saudita a tutt’oggi.
Nel 1915, i britannici stipularono un trattato con la Casa dei Saud, per proteggere le loro terre e fornirgli le loro armi, come parte del progetto coloniale di creazione del Regno dell’Arabia Saudita. Allo stesso tempo, gli inglesi hanno fatto di tutto per aiutare la diffusione della dottrina wahabita, riconoscendola come il perfetto strumento ideologico per favorire i loro obiettivi imperialisti. Alcuni studiosi hanno sostenuto che gli inglesi hanno effettivamente contribuito a creare il wahhabismo.
Oggi, gli inglesi chiedono ai discendenti di Muhammad ibn Saud, l’attuale regime saudita, e al loro attuale esercito di wahhabiti sotto forma di al-Qaida, di unirsi in una crociata medievale per schiacciare il bastione del rivoluzionario Islam qual’è oggi la Libia. E le contraddizioni si verificano qui. Bisogna chiedersi perché un funzionario del governo saudita può dire alla BBC che “consentire ai popoli di scegliere il proprio governo, è una pessima idea“, e perché, con tutte le proteste occidentali sui diritti delle donne nel mondo musulmano, il regime saudita, che nemmeno permette alle donne di votare o di guidare, non è mai posto in discussione. Invece, sono quelli a cui statunitensi, inglesi e francesi chiedono di unirsi a loro nella distruzione della Libia, che ha liberato la donna e ha lottato per portare la democrazia reale al suo popolo.
Già a metà del 19° secolo, il fondamentalismo wahabita è stato importato a Bengasi dalla Fraternità reazionario e feudale dei Senussi. L’influenza di questa tendenza è stata tramandata di generazione in generazione, e Bengasi è stata il centro per coloro che si sono sempre opposti alla liberazione dell’Islam articolata da Gheddafi e attuate dalla rivoluzione libica.
I musulmani di Bengasi, che abbracciano l’ideologia stessa di al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM), sono stati rinvigoriti negli ultimi anni dalla presenza di AQIM alle frontiere della Libia. C’è un rinnovato interesse per la possibilità di conseguire l’obiettivo dichiarato di AQIM, che è l’istituzione di un Emirato islamico wahhabita nel Maghreb, che si estenderebbe su tutta la regione del Nord Africa. Quando abbiamo capito la storia di questa regione, ci rendiamo conto perché l’ex holding della schiavitù e le potenze coloniali non hanno fatto in modo di trovare Usama bin Ladin e Ayman al Zawahiri, e come e perché queste forze e dottrine reazionarie sono incoraggiate.

Gerald A. Perreira vive in Libia da molti anni. Ha prestato servizio nella Marcia Verde, un battaglione internazionale per la difesa della rivoluzione libica ed è un membro esecutivo di World Mathaba a Tripoli.

Fonte: http://aurorasito.wordpress.com/2011/03/26/lintelligence-inglese-ha-lavorato-con-al-qaida-per-uccidere-gheddafi/

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