Libia: Jihadisti del Consiglio Nazionale di Transizione

Libia: i jihadisti del Consiglio nazionale di transizione (CNT)

Munier Gilles 31 Mondialisation Marzo 2011 – france-irak-actualite.com
Traduzione di Alessandro Lattanzio

Intervistato dal quotidiano italiano Il Sole 24 Ore, Abdel-Hakim al-Hasidi, un leader militare dei ribelli anti-Gheddafi, ha confermato che dei libici, “oggi in prima linea ad Adjabiya” facevano parte di un gruppo di “circa 25 jihadisti” reclutati dal 2005 nella regione di Darnah, per combattere in Iraq al fianco della resistenza irachena. Questi combattenti, ha detto, “sono patrioti e buoni musulmani, non terroristi“. Ha aggiunto, criptico, che “i membri di al-Qaida sono anche buoni musulmani e lottano contro l’invasore“.
La presenza di jihadisti libici dai ranghi dello Stato Islamico dell’Iraq, è nota fin dalla scoperta da parte delle forze speciali U. S., l’11 settembre 2007, file di computer in un accampamento beduino vicino a Sinjar, presso il confine siriano. Dei più di 600 jihadisti stranieri registrati, entrati in Iraq tra agosto 2006 e agosto 2007, 137 erano libici, in gran parte dalle regioni di Darnah e Bengasi (1). Erano vicini al Gruppo combattente islamico in Libia (GIGL – Al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libia), in guerra contro le truppe del governo libico tra il 1995 e il 1996. Questa organizzazione era capeggiata da Abu Laith al-Libi, che è morto alla fine del gennaio 2008, ucciso da un drone statunitense che sparato su una casa in un villaggio del Waziristan (le zone tribali del Pakistan). Il libico, sulla cui testa c’era una taglia di cinque milioni di dollari, era vicino a Ayman al-Zawahiri, l’ideologo islamico ritratto come il “numero 2 di al-Qaida“.

Dei missili superficie-aria nel Teneré?
Abdel-Hakim al-Hasidi che attualmente controlla l’area Darnah ha detto che non ne è l'”emiro“. Si tratta di un veterano dell’Afghanistan, arrestato nel 2002 a Peshawar, in Pakistan, detenuto per qualche mese ad Islamabad, poi in Libia fino al 2008.
Negli ambienti jihadisti, la lotta al di fuori del proprio paese suscita polemiche. La rinascita del Gruppo combattente di islamico in Libia, nell’ambito del raggruppamento denominato Emirato islamico Barqa, si differenzia principalmente dalla filiale locale di al-Qaida, in quanto ritiene che dovrebbero combattere soprattutto contro il regime libico. La sua alleanza tattica con i leader della transizione nazionale (CNT) non durerà. Non c’è nulla in comune, ideologicamente parlando, tra gli ex ministri della Giustizia o dell’Interno di Gheddafi e quelli che hanno brutalmente represso.
Dal 24 febbraio Abdelmalek Droukdel, capo dell’AQIM (al-Qaida nel Maghreb islamico) ha sostenuto l’opposizione anti-Gheddafi. Questo allarma il presidente del Ciad, Idriss Deby, poiché, secondo lui, “l’islamista al-Qaida ha approfittato dei saccheggi degli arsenali nella zona ribelle per rifornirsi di armi, tra cui missili superficie-aria, che sono stati successivamente esfiltrati nei loro santuari nel Ténéré. Ha detto che certo al 100% di tali affermazioni” (2). Vorremmo sapere cosa pensa Nicolas Sarkozy di questa affermazione e se la guerra in Libia ha aperto la strada per il trasferimento del Comando Navale USA per l’Africa (Africom), da Napoli a Bengasi.

(1) Al-Qaïda’s foreign fighters en Iraq – A first look at the Sinjar records
(2) Interview de Idriss Deby – Jeune Afrique (28/3/11)

Fonte della traduzione:http://aurorasito.wordpress.com/2011/04/02/libia-i-jihadisti-del-consiglio-nazionale-di-transizione-cnt/

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