Lockerbie, Gheddafi e i corrieri di droga CIA

Diario di Lockerbie:

Gheddafi e i corrieri della droga della CIA

di Susan Lindauer, ex asset USA per l’Iraq e la Libia, Mathaba 22/04/2011
Traduzione di Alessandro Lattanzio

15 Mar 2004, New York City, New York, United States Susan Lindauer departs Federal Court in New York on March 15, 2004. Lindauer was arrested on March 11 on charges she gave secret information to Iraqi intelligence agents and was paid $10,000 for her services. Image by © Chip East/Reuters/Corbis

Per anni ho detto che il terrorista che ha messo la bomba a bordo del Pan Am 103, conosciuto come l’attentato di Lockerbie, vive a circa 8 miglia da casa mia, nella contea di Fairfax, in Virginia. La sua vita di privilegi e protezione, gratificato con alte promozioni nell’Intelligence degli Stati Uniti, è stata la ricompensa per il silenzio sul coinvolgimento della CIA nel traffico di droga in Libano, durante gli anni ’80.
Come le fonti dicono, sono stata più di un’osservatrice casuale. Dal maggio 1995 al marzo 2003, sono stata il canale di contatto con Tripoli e Baghdad, sotto la supervisione del mio supervisore della CIA, il dottor Richard Fuisz, che ha sostenuto fin dal primo giorno di conoscere le origini del complotto di Lockerbie e l’identità dei terroristi. Giurò che nessun libico partecipò all’attacco.
Armato di questa assicurazione, il nostro team ha avviato colloqui con i diplomatici della Libia per il processo Lockerbie, e ho partecipato a più di 150 riunioni presso l’ambasciata libica a New York. Dopo la consegna dei due libici accusati, la nostra squadra si era impegnata in una lotta comune per ottenere il permesso per il dottor Fuisz, di fare una deposizione sulla sua testimonianza di prima mano della cospirazione, durante il processo Lockerbie. Con una sorprendente torsione, il giudice federale degli Stati Uniti di Alexandria, Virginia, ha imposto il doppio sigillo sulla parte cruciale della deposizione del dottor Fuisz. Il doppio sigillo può essere aperto solo da un giudice scozzese. A mio parere, dovrebbe essere una priorità, come testimonianza nascosta dal doppio sigillo che avvolge tutta la congiura su Lockerbie. Ancor più significativo, si individuano gli 11 terroristi coinvolti nell’attentato. La testimonianza del Dr. Fuisz può risolvere l’intera questione per sempre.
C’è una buona ragione per questa mia fiducia. Con mia grande sorpresa, durante i colloqui di Lockerbie, le accuse del il dottor Fuisz sul traffico di oppio condotto dalla CIA in Libano, hanno ricevuto una conferma insolita. Un giorno, quando ho lasciato l’ufficio della senatrice Carol Moseley-Braun, per la mia pausa pranzo, un vecchio spettrale mi si presentò di fronte alla Corte Suprema. Dal nulla, ha fatto un passo verso di me e mi invitò a pranzo. Con candore straordinario, mi ha interrogata su cosa motivasse le azioni della CIA. Me lo ricordo come un vecchio spettro agguerrito che condivideva i pericoli sul campo con un giovane Asset Gung Ho, ansiosi di iniziare grandi avventure.
E’ stato un racconto morale di sicuro. Secondo lui, la CIA infiltrata trafficava oppio ed eroina in Libano, come parte di un’operazione speciale per salvare il giornalista dell’AP Terry Anderson e 11 altri ostaggi statunitensi e britannici a Beirut, tra cui il capo ufficio della presidenza della CNN, Jeremy Levin, e un inviato anglicana, Terry Waite. La crisi degli ostaggi è stata una preoccupazione legittima della CIA. Il Capo Stazione della CIA a Beirut, William Buckley, fu anch’egli rapito dalla Jihad islamica e brutalmente torturato a morte, il suo corpo gettato nella strada di fronte alla sede della CIA. Il salvataggio è stato prolungato e complicato dalla guerra civile del Libano – in ultima analisi, la prigionia Terry Anderson è durata sette anni. Molti degli ostaggi subirono pestaggi, isolamento, l’incatenamento al pavimento e finte esecuzioni.
Il vecchio spettro, che si rifiutava di identificarsi, giurava che la CIA ritenesse urgente la necessità di provare tutte le possibilità per recuperare gli ostaggi. Il concetto di infiltrazione nelle reti criminali è nella natura torbida dell’intelligence stessa. La Drug Enforcement spesso adottava le stesse strategie. I casi in cui la CIA sbagliava di molto, erano quelli in cui intascava nel frattempo parte di questi profitti dall’eroina. Il piccolo sporco segreto è che la CIA ha continuato a prendere una percentuale dalla produzione e spaccio di oppio ed eroina del Libano, fino agli anni ’90.
Per quanto riguarda il salvataggio degli ostaggi, considerando che l’operazione richiese anni per essere compiuta, è sempre stato sussurrato che un agente corrotto della CIA che godesse di quei profitti dall’oppio, potrebbe avere fatto sparire le relazioni sulla posizione degli ostaggi, o ameno deviato il suo team, al fine di proteggere il suo reddito da stupefacenti.
Ciò sembra essere diventato un timore grave, al momento, tra gli altri ufficiali statunitensi coinvolti nel salvataggio.
Nel dicembre 1988, agenti infuriati dell’intelligence della Difesa fecero una protesta formale, esponendo la complicità della CIA nel traffico di eroina in Medio Oriente. Quando le squadre di entrambe le agenzie furono richiamate a Washington per partecipare a un’audizione interna, si imbarcarono sul Pan Am 103. Un’ala militante di Hezbollah, guidata da Ahmed Jibril, dal nipote di Abu Elias, da Abu Nidal e Abu Talb, ritirarono entrambe le squadre, al fine di proteggere il loro lucroso cartello.
Le registrazioni classificate dell’Intelligence della Difesa mostravano che Jibril e Talb stavano tramando un complotto per bombardare un aereo statunitense, nel corso delle vacanze di Natale del del 1988, in ogni caso. Progettarono di fare esplodere un aereo di linea statunitense per vendicare l’abbattimento da parte dell’USS Vincennes di un aereo di linea iraniano, carico di Hajiis di ritorno dalla Mecca, nel luglio del 1988. Tuttavia la minaccia della Defense Intelligence di esporre la loro rete di traffico d’eroina, mise in azione il piano per l’attentato. La capacità dell’intelligence della Jihad islamica nel scoprire gli orari dei voli, sicuramente confermerebbe che qualcuno della CIA operava come agente doppio, mantenendo la Jihad islamica un passo avanti ai tentativi di salvataggio.
Questa è la sporca verità su Lockerbie. Non ha nulla a che fare con quanto vi è stato detto.
Aspettate un momento – anticipo la vostra confusione. La Libia venne messa sotto accusa per l’attentato di Lockerbie. Papà George Bush così ci ha detto! Le Nazioni Unite imposero le sanzioni alla Libia, chiedendo che il colonnello Muammar Gadhaffi consegnasse due libici per il processo. Uno dei due, Lameen Fhima fu assolto immediatamente. L’altro, Abdelbasset Megrahi, fu condannato (sulla base di fragili prove circostanziali, che trascuravano le infinite contraddizioni). La Libia ha pagato 2,7 miliardi di dollari di risarcimento per i danni – per un importo di 10 milioni di dollari a ogni famiglia dei morti- per sollevare e sanzioni le Nazioni Unite, e ha espresso una sorta di non-scusa per le morti – mentre non riconosceva il suo coinvolgimento nella cospirazione.
Quindi, la Libia era totalmente innocente? In una parola, sì.
Non fraintendetemi: non ho un debole per la Libia. Come asset, ho visto che non importa quali promesse di amicizia si fanno, il loro cuore dei libici ascolta i loro giorni di gloria come predoni beduini. E’ patologico, non personale. Sono profondamente tribali e islamico, cosa che spesso li rende paranoici e diffidenti verso gli estranei. Hanno una storia antica di scorrerie negli altri campi, avanti e indietro, per furto di bestiame, donne e bambini. Uno delle miei migliori fonti diplomatiche aveva un tatuaggio sul polso, perché la sua nonna temeva di essere rapito da piccolo (nel 1950). La Libia semplicemente non ha una storia credibile sul bisogno di mantenere le promesse fatte ad individui al di fuori del loro clan. Questo non è parte del loro patrimonio.
La cultura della vendetta approva pericolosamente la ribellione in corso. Anche dopo che Gheddafi ne sarà andato, con tutta probabilità, queste famiglie tribali continueranno a vendicarsi l’una dell’altra. Resta da vedere se il nuovo governo nasconderà questi scontri per proteggere la sua immagine di coesione e di legittimità verso il mondo esterno. In verità, la cultura libica rappresenta una minaccia per se stesso più che per tutti.
Non dico ciò di un qualsiasi paese arabo. Mi piace molto la cultura araba. So solo che è meglio favorire Gheddafi. Le sue azioni spesso mascherano un altro obiettivo. Ma la linea di fondo è che la Libia non aveva niente a che fare con il bombardamento del Pan Am 103, che esplose sopra la cittadina di Lockerbie, in Scozia.
Dovremmo fare attenzione a Lockerbie, a causa del grave problema che lo ha cuasato. Il traffico di oppio della Valle della Bekaa, costituisce un’importante fonte per la produzione dell’eroina mondiale. A sua volta, la pipeline globale dei narco-dollari mantiene in vita le operazioni di militanti in tutto il mondo dal Medio Oriente all’Indonesia, dalla Colombia alla Birmania nell’Estremo Oriente.
Questo è qualcosa da temere. Non è necessario schierare soldati per finirla. Con un po’ di creatività, si potrebbero attaccare i conti bancari di questi trafficanti di eroina globale e tagliare le radici della violenza, senza danneggiare la società locale con la guerra. Si potrebbero colpire due flagelli – l’eroina e il terrorismo. E gli Stati Uniti non impiegherebbero le azioni militari in tutto il pianeta per raggiungere i propri obiettivi. Per fortuna, ci sono altri modi.
Il primo passo è riconoscerlo.

Susan Lindauer è l’autrice di Extreme Prejudice: The Terrifying Story of the Patriot Act and the Cover Ups of 9/11 and Iraq.
Questo articolo può essere ripubblicato in tutto o in parte, con l’attribuzione all’autore.
Susan Lindauer era un attivo degli Stati Uniti e uno dei primi americani non-arabi incriminata con il Patriot Act, accusata di agire come un “agente iracheno” per essersi opposta alla guerra. Fu imprigionata nella Carswell Air Force Base per un anno, senza processo, mentre il governo statunitense ha reinventato l’Intelligence pre-bellico e il successo della politica anti-terrorismo, che era stata al centro del suo lavoro.

Susan Lindauer, ex asset USA per l’Iraq e la Libia, Mathaba 22/04/2011
Traduzione di Alessandro Lattanzio: http://aurorasito.wordpress.com/2011/04/30/diario-di-lockerbie-gheddafi-e-i-corrieri-della-droga-della-cia/

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