Poker occidentale in Siria

“Poker occidentale” in Siria

Dmitrij Sedov Strategic Culture 20/05/2011

Gli eventi in corso confermano le previsioni fatte dagli esperti, che sono divenuti abili nell’analizzare la politica occidentale verso i paesi “sottosviluppati“. Una settimana fa abbiamo scritto che potevamo aspettarci presto delle sanzioni contro la Siria. Il 18 maggio, le sanzioni sono state imposte.
Il presidente Barack Obama ha annunciato che i conti del presidente siriano Bashar Assad e di suoi sei collaboratori, nelle banche degli Stati Uniti, saranno congelati ed i cittadini statunitensi non potranno avere nessun contatto con loro. Obama dichiara questa sorta di “punizione” necessaria perché Assad ha usato la forza contro dei manifestanti pacifici. Ad aprile le sanzioni sono state imposte contro il fratello del presidente siriano – Maher al-Assad, un cugino del presidente e il capo della polizia segreta.
Le sanzioni contro Assad, in quanto tali, sono privi di significato, perché non tiene il suo denaro nelle banche degli Stati Uniti. Ma il contesto politico di questo movimento è significativo: un portavoce con l’amministrazione USA ha detto che è giunto il momento, per il presidente siriano o di condurre riforme politiche o di dimettersi. Le sanzioni sono state imposte anche nei confronti dei:
Vice presidente Farouk al-Sharaa
Primo ministro Adel Safar
Ministro dell’Interno Mohammed al-Shaar
Ministro della Difesa Ali Habib
Capo dei servizi segreti militari
Non tutti i giorni gli Stati Uniti impongono sanzioni contro il presidente di un paese indipendente. Anche i dirigenti della Corea del Nord e dell’Iran, inseriti nella lista degli sponsor del terrorismo, non sono stati sottoposti a punizioni personali. Ma Bashar Assad si è unito alla compagnia di Muammar Gheddafi e Aleksandr Lukashenko dalla volontà dei rappresentanti della “classe dirigente globale“… Da ora in poi, il presidente siriano è il nemico degli Stati Uniti. Il prossimo passo sarà la richiesta che dovrebbe dimettersi. Il “poker occidentale” viene giocato con le stesse regole.
Insieme con il partner di Washington nel “poker” – anche l’Unione europea ha imposto sanzioni contro Bashar Assad e 13 altri politici siriani (le autorità dell’UE hanno congelato i loro conti nelle banche europee e vietato di entrare nell’UE). Bruxelles ha anche promesso di inasprire le sanzioni se la situazione in Siria peggiora.
Il fantasma di una no-fly zone, che sarà creato dai caccia occidentali per i diritti dei manifestanti, si sta già avvicinando alla Siria.
La riunione di Bruxelles non è andato bene, però. Germania e Francia hanno dovuto fare pressione su Cipro per fargli appoggiare le sanzioni. I politici ciprioti hanno tradizionalmente buoni rapporti con la leadership siriana.
La Turchia è contraria all’estensione delle sanzioni contro la Siria. Dopo che il primo ministro turco T. Erdogan ha incontrato l’ambasciatore statunitense in Turchia, il portavoce del ministero degli esteri turco ha detto che alla Siria dovrebbe essere dato il tempo per una transizione pacifica alle riforme. I politici turchi hanno esitato abbastanza tempo, prima di condannare l’uso della forza contro i manifestanti in Siria. Quando finalmente l’hanno fatto, hanno causato complicazioni nelle relazioni diplomatiche con Damasco. La Turchia confina con la Siria, i politici turchi capiscono meglio di ogni altro politico straniero quello che sta succedendo lì, e temono anche loro di avere a che fare con i manifestanti pacifici.
Nel frattempo, Bashar Assad ha ordinato la riqualificazione dei poliziotti nella “localizzazione dei tumulti di strada“. Ha anche detto che la Siria ha superato la crisi e la situazione sarà stabilizzata al più presto. Subito dopo ciò, sono state pubblicate relazioni sulla soppressione della manifestazione nella città di Tel Kalah, al confine con il Libano e la morte di 27 persone.
Gli israeliani agiscono con grande cautela nel valutare il “poker occidentale” in Siria. Il vice primo ministro d’Israele, Dan Meridor afferma che la situazione in Siria è complessa. “La Siria è un vicino, un nemico che non mantiene i confini tranquilli“, ha detto. “Ma supporta dei gruppi terroristici a Damasco ed è un alleato dell’Iran.” Non possiamo dire ad altri paesi come governarsi“, ha detto. “Ma quello che vediamo in Siria è parte di una grande ondata in tutto il mondo arabo. E’ iniziata e non sappiamo come andrà a finire.”
Altri, come l’ex direttore generale del ministero degli esteri israeliano, Alon Liel, è preoccupato per l’avanzata degli estremisti in Siria, se Assad se ne va. “Se c’è un cambiamento, io credo che sarà nella direzione che non ci piace“, ha detto. “Non vedo la possibilità che gli attivisti dei diritti umani prevalgano. Sono solo un segmento dei ribelli – ci sono i curdi, islamisti e le tribù, e ci sono gli attivisti dei diritti umani di Facebook, e non credo che i tizi di facebook vinceranno in Siria“.
I giocatori occidentali hanno iniziato un gioco rischioso. La posta è stata fatta e il presidente siriano dovrebbe mollare. Chi sia il “pollo” in questo gioco – nessuno lo sa. Anche i giocatori non lo sanno, perché l’Iran, la Palestina e le altre parti interessate, stanno in piedi dietro di loro, a guardare la partita con attenzione. “L’instabilità gestita” in Siria sicuramente si ritorcerà contro l’Occidente. E’ sufficiente citare l’ascesa dei talebani alimentata dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. I taliban sono un mal di testa infinito per i loro genitori anglo-sassone che non hanno alcuna cura per essa.

La ripubblicazione è gradita con riferimento al giornale on-line Strategic Culture Foundation:
http://www.strategic-culture.org

Traduzione di Alessandro Lattanzio:
http://aurorasito.wordpress.com/2011/05/21/poker-occidentale-in-siria/

Advertisements
This entry was posted in +Archivio Generale - All Posts, Complotti, Complotti occidentali, Siria, Strategie belliche. Bookmark the permalink.