L’ombra della Massoneria dietro la Royal Society e la Borsa di Londra

Francesco Lamendola Ariannaeditrice

– Che rapporto c’è fra la Massoneria inglese del XVII secolo, la Borsa di Londra e la nascita della Banca d’Inghilterra?

E che ruolo giocò, dietro le quinte, la Massoneria inglese nella restaurazione degli Stuart, dopo la parentesi del Commonwealth, così come nel loro successivo e definitivo rovesciamento in favore di Guglielmo III d’Orange e della monarchia parlamentare?
È possibile, inoltre, che il trionfo della nuova scienza sperimentale, meccanicista, riduzionista, materialista, sia stato pilotato e finanziato dalle logge massoniche, magari ad insaputa di una parte dei loro stessi membri, con lo scopo di rovesciare la visione tradizionale del reale e di preparare la cultura europea a distaccarsi definitivamente dal cristianesimo, identificato con le «tenebre dell’ignoranza», così come la nuova scienza era presentata come la portatrice di un dominio illimitato sulla natura, di progresso, benessere e felicità?

Ufficialmente, la Massoneria nasce nel secondo decennio de Settecento, con la fondazione della Gran Loggia di Londra (poi Gran Loggia d’Inghilterra), il 24 giugno 1717, nella Taverna dell’Oca e della Graticola.

In realtà, si trattava della fusione di quattro distinte logge londinesi: «The Goose and Gridiron», «The Apple Tree», «The Rummer and Grapes» e «The Crown» – così chiamate dai nomi dei locali presso i quali solevano tenere le loro riunioni -, a capo delle quali venne eletto Anthony Sayer come Gran Maestro; un ruolo eminente spettò anche al pastore anglicano J. T. Desaguliers, membro della Royal Society e instancabile divulgatore delle teorie newtoniane.

Tutto questo fa pensare che la Massoneria fosse già presente, attiva e relativamente ben organizzata, fin dal secolo precedente; abbiamo anzi motivo di credere che essa abbia svolto un ruolo centrale sia nella restaurazione degli Stuart del 1660, con il ritorno in Inghilterra di Carlo II, il figlio del sovrano processato e decapitato nel 1649, sia nella fondazione di prestigiose istituzioni culturali e finanziarie, quali la Royal Society, già nominata, e la Borsa di Londra.

Se tutto questo è vero, allora molte nostre idee sulla storia dell’Europa moderna devono essere riviste alla luce della presenza occulta di una potente società segreta, imbevuta sin dall’inizio delle idee di Francis Bacon, ossia di uno scientismo a base materialista; e capace di orientare nel senso da essa desiderato tutta l’evoluzione del pensiero scientifico, filosofico e letterario, per non parlare dell’ambito religioso.

Solo così si potrà vedere con maggiore chiarezza nella fioritura spettacolare e, in un certo senso, un po’ troppo sincronizzata, dell’Illuminismo, dall’Inghilterra, alla Francia a quasi tutti gli altri Paesi d’Europa.

Qualunque cosa si voglia pensare della Massoneria delle origini, infatti, è fuori di dubbio che, considerata in una prospettiva storica, essa, indipendentemente dalla probità e dalla buona fede di una parte dei sui membri, ha finito per connotarsi come lo strumento di un progetto di radicale desacralizzazione della società europea (occultato appena da un esile velo di deismo), di lotta al all’ancién regime e al cristianesimo, e più precisamente al cattolicesimo, di instaurazione di un “nuovo ordine mondiale” basato sul capitalismo finanziario di matrice anglosassone e sulla visione del mondo ad esso sottesa: laica, materialista, utilitarista, pragmatica e implicitamente o esplicitamente atea.

Sta di fatto che è ormai assodato l’influsso delle Massoneria nella fondazione della Royal Society, ossia l’accademia nazionale inglese delle scienze, fondata il 28 novembre 1660 sotto gli auspici di Carlo II. Sembra strano che il neosovrano non avesse nulla di più urgente e di più importante a cui pensare, nel periodo immediatamente successivo al suo insediamento delicato sul trono d’Inghilterra, avvenuto il 29 maggio precedente.

Forse diventa un po’ meno strano, se si pensa al perfetto accordo che regnò fra Carlo II e la Massoneria nella fase iniziale del suo regno venticinquennale; idillio che cominciò a incrinarsi negli anni ’70 e che venne poi definitivamente spezzato in seguito alla salita al trono del suo successore, il fratello Giacomo II, che era di fede cattolica ed aveva sposato una cattolica, Maria Beatrice d’Este.

Evidentemente un sovrano cattolico non era più gradito ai circoli massonici inglesi: questo era il nocciolo del problema e non, come si disse allora dsia da Tories che dai Whigs, e come ancora si continua a scrivere e ad insegnare, il timore che Giacomo II fosse così stupido da voler restaurare l’assolutismo o, addirittura, il cattolicesimo, praticato ormai soltanto dal due per cento dei suoi sudditi.

Quanto alla Royal Society, anche se tra i suoi membri fondatori troviamo figure come il collezionista d’arte, storico e alchimista Elias Ashmole (1617-92), ancora legate alla cultura neoplatonica che aveva dominato ai tempi di Elisabetta e di Shakespeare, essa era nata fin dall’inizio secondo l’impronta meccanicista, materialista e spregiudicata della filosofia di Francis Bacon, secondo il quale «sapere è potere».

Infatti, da una ventina d’anni le idee di Bacone erano oggetto di studio e riflessione da parte di dodici scienziati, tutti fervidi seguaci del nuovo paradigma scientifico e del metodo sperimentale galileiano; nel 1660 costoro si riunirono nei locali del Gresham College e, dopo aver ascoltato una conferenza tenuta dall’architetto e scienziato  Chrisopher Wren (1632-1723), che sarà il principale artefice della risistemazione urbanistica di Londra dopo il grande incendio del 1666, formalizzarono la nascita di una «Università per la promozione della cultura fisico-matematica e dell’approccio sperimentale».

Quanto al palazzo della Borsa di Londra, anch’esso venne costruito durante il regno di Carlo II, nel 1667, secondo una architettura massonica, pensata e voluta dagli aderenti della società segreta; perfino la data della cerimonia per la posa della prima pietra venne determinata astrologicamente, perché avvenisse sotto una favorevole congiunzione astrale.
E poco dopo la definitiva cacciata degli Stuart, nel 1694, il nuovo re Guglielmo d’Orange provvederà, su progetto di William Paterson, a fondare la Banca d’Inghilterra, per finanziare la guerra contro la Francia e per stabilizzare le finanze del regno: una istituzione che avrà un peso determinate nelle successive vicende d’Europa e del mondo, fino ai giorni nostri.

Ha scritto Tobias Churton nella sua opera «Le origini esoteriche della Massoneria. Rosacroce, alchimisti e primi massoni», 2002 (titolo originale: «The Golden Buolders. Alchemists, Rosicrucians and the First Freemasons», traduzione italiana di Paolina Baruchello e  Angela di Simio, Newton & Compton Editori, Roma, 2004184-85):

«Ashmole donava almeno cinque sterline l’anno per i poveri di Lichfield. Il riferimento allo studioso come mago e la descrizione delle guglie restaurate come “piramidi” [nella lettera di ringraziamento dei balivi di Lichfield per le sovvenzioni di Ashmole alla ricostruzione della cattedrale in rovina], suggeriscono forti implicazioni e influenze ermetiche. La reputazione di Ashmole in materia, era ormai pubblica, ed era approvata.

È probabile che lo studioso abbia pensato che la nuova era della fraternità fosse ben avviata, ma quale fraternità? Nel 1660 Carlo II proclamò Ashmole araldo dei Windsor. Persone importanti avevano parlato in suo favore. Tra loro vi erano Samuel Hartlib e Robert Moray.  Il lavoro dello studioso, come se fosse approvato dall’occhio regale, cominciava ad Acquisire un nuovo aspetto, autorevole e FONDATO. Il 2 gennaio del 1661 , fu eletto come uno dei 114 membri fondatori della Royal Society, per “incontrarsi ogni settimana”. Ashmole fu giudicato “volonteroso e adatto” per partecipare a “un progetto di fondazione di un collegio che promuovesse il sapere psico-matematico [qui vi è certamente una errata traduzione di “fisico-matematico”] e sperimentale”. Probabilmente l’intellettuale non si rese conto che il futuro indirizzo della Royal Society avrebbe, in seguito, allontanato l’amato cosmo neoplatonico dalla scienza pubblica e lo avrebbe relegato nel mondo privato dello studioso gentiluomo o del ricercatore ermetico. La Royal Sociey avrebbe seguito dee linee guida limitate ai fenomeni puramente fisici, secondo l’indirizzo baconiano, anche se Bacone sarebbe rimasto sorpreso nel vedere la magia esclusa dalla scienza. Tuttavia,tale lungo processo, considerato nell’ultimo secolo come “il trionfo della scienza sulla superstizione”, non era ancora in corso.

Anche Isaac Newton si sarebbe dispiaciuti dell’arroganza del materialismo. Era interessato agli elementi del Tempio quanto alla gravità che li teneva al loro posto. Secondo una previsione astrologica di Ashmole del 1652, il 1663 era l’anno in cui si sarebbe avverato il sogno rosacrociano dell’avvento “dei filosofi più significativi e famoso”. Probabilmente lo studioso pensò che la Royal Society sarebbe stata un aiuto inestimabile per la realizzazione d questa idea. Robert Moray, un uomo considerato, nel suo tempo, come “un grande patrono dei Rosacroce” avrebbe sicuramente condiviso l’opinione di Ashmole.

Oltretutto nel 1663, Saturno e Giove erano in un”trigono di fuoco”: per Ashmole un segno inequivocabile della “venuta dei filosofi” che avrebbero “illustrato, ampliato e rifinito le arti come quella di cercare di ottenere l’oro. Nel 1663 Isaac Newton era a Cambridge e, dopo essersi laureato nel 1664, trascorse il biennio della pestilenza (1665-66) soprattutto  a casa, a Woolsthorpe nei Fens, impegnandosi nelle ricerche sulla proprietà della luce. 

Perché la luce? Jakob Bronowski, nel libro “L’ascesa dell’uomo” scrive che per un fisico è naturale pensare al’universo in termini di luce e materia che interagiscono in maniera energetica. “Vediamo la materia grazie alla luce; siamo coscienti dell’esistenza della luce grazie ai contorni della materia”. Basti dire che Newton scoprì la gravitazione dell’Universo [sic] tra il 1665 e il 1666. A lui, alchimista e matematico, ovviamente si addiceva l’etichetta di “filosofo significativo e famoso”. Nell’anno della laurea di Newton, Ashmole  fu nominato membro del Consiglio della Royal Society con l’incarico di “riunire tutti i fenomeni della natura fino ad allora osservati, e tutti gli esperimenti fatti e registrati” – un’attività veramente in sintonia con quella dell’immaginaria confraternita dei Rosacroce e, di sicuro, con l’opera svolta dai “mercanti di luce” di Bacone nella sua “Nuova Atlantide” del 1627.

Il 23 ottobre del 1667, Ashmole preparò un oroscopo per determinare la data propizia in cui re Carlo avrebbe dovuto porre la prima pietra del palazzo della Borsa di Londra. Il ricercatore massonico E. Conder asserì che Carlo II pose questa pietra “in maniera davvero massonica” e che per questo motivo fu chiesto ad Ashmole, il libero massone, di compilare l’oroscopo.»

Riassumendo.

Vi sono delle significative coincidenze, nella storia inglese della seconda metà del XVII secolo, sia nell’ambito economico e finanziario, che in quello scientifico e culturale; e il comun denominatore di tali coincidenze è dato dalla nascita e dal progressivo organizzarsi delle logge massoniche, con i loro rituali, con la loro nuova concezione dell’uomo nel mondo, con la loro volontà di rinnovare a fondo il quadro sociale, culturale e religioso dell’Europa.

È molto probabile che alcuni fra i primi aderenti alla Massoneria, specialmente intellettuali e scienziati, non si fossero resi conto dell’indirizzo che avrebbe preso la loro società segreta e di quali sviluppi essa avrebbe favorito nell’ambito del pensiero, dell’etica e della religione; sta di fatto che perfino le implicazioni materialiste e tendenzialmente materialiste, già presenti nell’opera di Francis Bacon e anche in quella, successiva, di Isaac Newton, vennero isolate, potenziate al massimo e adoperate come la punta di diamante nella battaglia culturale che la Massoneria si apprestava a combattere per la diffusione della “civiltà” e per il trionfo della ragione contro il vecchio “oscurantismo”, rappresentato soprattutto, a suo modo di vedere, dal cristianesimo e dal suo “zoccolo duro”, il cattolicesimo e la Chiesa romana.

Del resto, in Inghilterra prosperavano già da tempo numerose società segrete (cfr. il nostro articolo «Dietro la Scuola della Notte uno dei tanti tenebrosi misteri dell’Inghilterra elisabettiana», apparso sul sit di Arianna Editrice in data 10/11/2011), espressione di oscure forze economiche e culturali…

Francesco Lamendola – Ariannaeditrice

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