La Cia si è persa le spie in Libano e Iran

di Ferdinando Calda – Rinascita.eu

– 24/11/2011 – La Cia si è “persa” qualche decina di spie tra Libano e Iran, e adesso teme per la loro vita, tanto da lanciare una sorta di appello sui media.

Lunedì scorso l’emittente statunitense Abc, citando fonti dell’intelligence, ha rivelato che dozzine di agenti e informatori infiltrati in Libano (contro Hizbollah) e in Iran, sono stati scoperti e catturati, e la Casa Bianca teme che possano essere uccisi.

“Lo spionaggio è un lavoro rischioso. Molte volte i rischi corsi portano alla vittoria, ma in alcuni casi vi sono delle sconfitte”, ha laconicamente ammesso un funzionario dell’intelligence, confermando che negli ultimi sei mesi si sono persi i contatti con un numero non specificato di agenti.
Nei giorni seguenti la notizia è stata confermata anche dai libanesi e iraniani. “Il nostro apparato di sicurezza ha scoperto diversi complotti spionistici statunitensi e israeliani in Libano negli ultimi anni”, ha dichiarato Hassan Fadlallah, deputato di Hizbollah, chiedendo al governo di Beirut di “agire immediatamente” contro l’azione di spionaggio Usa in Libano.

Nel 2009 le autorità libanesi hanno arrestato oltre 90 informatori di Israele, tra l’altro adoperando tecnologie di intelligence che proprio gli Stati Uniti avevano consentito di far arrivare a Beirut per rafforzare la sorveglianza su Hizbollah. Ieri il deputato iraniano Parviz Sorouri, membro del Comitato di sicurezza nazionale, ha fatto sapere che dodici persone sono state arrestate a Teheran con l’accusa di lavorare per la Cia.
La storia di questa nuova figuraccia dell’intelligence statunitense inizia qualche mese fa in un Pizza Hut di Beirut. Nella popolare pizzeria della capitale libanese gli agenti incaricati di spiare Hizbollah incontravano i loro informatori, preparando gli appuntamenti al telefono con il nome in codice di “pizza”. Utilizzando un sofisticato software per comunicazioni disponibile in commercio, gli Hizbollah sono riusciti a intercettare le telefonate, pedinare gli agenti fino al Pizza Hut, e scoprire così l’identità di dozzine di informatori che formavano la rete spionistica statunitense in Libano. Inoltre sono riusciti a smascherare anche una rete parallela di spie operanti in Iran.
In maggioranza si tratta di libanesi, arabi di altri Paesi e iraniani, ma non è escluso che tra le persone catturate ci siano anche cittadini statunitensi.

E la decisione dell’amministrazione Obama di far trapelare la notizia sui media, oltre a confermare che non hanno idea di che fine abbiano fatto, potrebbe essere una mossa per spingere Hizbollah e iraniani a trattare uno scambio di prigionieri. Ipotesi che rafforza la tesi che ci siano anche cittadini statunitensi tra gli scomparsi.
Ad ogni modo, resta il durissimo colpo inferto da Hizbollah alla rete di spionaggio della Cia nel Vicino Oriente. L’arresto nel 2009 di un centinaio di informatori di Israele aveva già messo in allarme i vertici dell’agenzia ma, a quanto pare, nessuno prese le contromisure adatte.

Fonte: Rinascita.eu

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