BETWEEN THE SUNS: Israel vs Israel, le contraddizioni post-coloniali in seno al giudeo-sionismo (Eng subt.)

First Published by user/Apologeniuss
BETWEEN THE SUNS (Eng subtitle)
——————————————————–
stralcio di testo da “Israele in guerra. Con se stesso”
scritto da Maurizio Blondet – 29 Dicembre 2011
Leggi tutto su http://www.effedieffe.com
Una scolaretta ebrea di 7 anni viene presa a sputi, minacciata fisicamente e trattata al grido di «puttana» mentre si reca a scuola. Questo episodio di antisemitismo feroce non avviene in una città dei goym, ma è accaduto a Beith Shemes, quartiere ultra-ortodosso a pochi chilometri da Gerusalemme. E gli sputacchiatori violenti sono ebrei, anzi super-ebrei, «haredim», tutti riccioloni unti, cappelloni neri e filatterii. «Ho paura che mi facciano del male», ha detto la bambina, Naama Margolese alla TV Channel 2.
E allora, per la prima volta, il servizio televisivo, con quella bambina bionda (venuta alla «Terra Promessa» dagli USA coi genitori) che esprime la sua paura, ha creato un movimento di revulsione nell’opinione pubblica israeliana, facendo emergere una verità censurata e taciuta: le violenze e le prepotenze degli ebrei «religiosi» (delle varie sette haredim) che esercitano su altri ebrei con totale immunità.
«Questo è un gruppo terrorista», ha detto la madre della bambina, Hadassa Margolese: «Se queste cose avvengono oggi e le autorità non fanno niente, cosa avverrà fra dieci anni?». E tutti hanno potuto vedere che la mamma Hadassa non è affatto un’ebrea secolarizzata; anzi veste da ebrea «religiosa», col fazzolettone in testa e la gonna lunga. Però lei e sua figlia non sono abbastanza kosher per i settari che dominano Beith Shemesh, un sobborgo con 87 mila abitanti.
Sono venuti alla luce episodi di segregazione odiosa, che superano l’incredibile e il ridicolo, ben noti ai giudei, ma non alle opinioni pubbliche occidentali. A Beith Shemesh, gli ultra-religiosi hanno elevato segnali stradali che obbligano le donne a camminare su un marciapiede, e gli uomini nell’altro. Altri segnali stradali ingiungono alle donne di non sostare davanti ad una sinagoga. Di recente i fanatici hanno manifestato con violenza contro un centro ospedaliero che portava l’insegna «Clinica per donne», sostenendo che la scritta «donne» esposta in pubblico è «immodesta».
Ovviamente, hanno imposto bus pubblici segregati, per donne ed uomini. Ignare turiste che hanno preso l’autobus sbagliato si sono trovate coperte di sputi, e cacciate fuori con le cattive. Preti cattolici sempre più spesso denunciano di non poter apparire per strada, senza essere sputacchiati e insultati. Il ministro della Sicurezza Interna Itzak Aharonovitch ha dovuto ingiungere alla Polizia di «agire con fermezza contro le violenze di cui sono fatte mira le donne nella pubblica strada».
Una troupe di Channel 2 che s’è avventurata a Beith Shemesh domenica, ossia due giorni dopo la trasmissione sulla bambina sputacchiata, è stata malmenata dalla folla «religiosissima» che ha distrutto a colpi di pietra l’auto, ferito un reporter e rubato il materiale di ripresa.
Dopo la trasmissione e la sensazione che ha suscitato, il premier Netanyahu ha alzato la voce in condanne verbali contro gli oltra-ortodossi, esprimendo preoccupazione per gli attacchi «contro i diritti civili». Condanne che lasciano il tempo che trovano: i fanatici religiosi costituiscono circa il 10% della popolazione, ma sono una forza elettorale che vota massicciamente secondo gli ordini dei loro rabbini. E il più grosso partito nella coalizione di Netanyahu è lo Shas, una setta fanatica il cui rabbino-capo dichiara che «gli altri esseri umani sono stati creati per servire gli ebrei. Fuori di questo, non hanno un posto nel mondo».
Il ministero dell’Abitazione di Netanyahu sta costruendo molte più abitazioni per gli ultra-ortodossi che per il resto della popolazione (disparità che ha suscitato proteste di piazza a Tel Aviv) secondo un piano deliberato che mira a creare «città segregate per soli haredim» specie nei territori occupati presi ai palestinesi, ma che realizza una società dove degli ebrei si segregano in ghetti, non già per non vivere accanto a goym inferiori, ma perchè considerano gli altri ebrei non abbastanza «puri». (‘Segregated country’: Israel envisions Orthodox-Jewish-only ‘cities’ in Palestinian area)
………..
Emerge che anche i poliziotti che s’avventurano in quei quartieri vengono intimiditi e qualche volta picchiati. Senza reagire, perchè non si spara contro «fratelli ebrei» come si spara sui goym………….Leggi tutto su http://www.effedieffe.com

 

Advertisements
Gallery | This entry was posted in +Archivio Generale - All Posts, Beith Shemes, Colonialismo, Documentari, Giudaizzazione, haredim, Insediamenti colobniali, Sionismo, VIDEO, Zionism. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s