Michel Chossudovsky: “USA & NATO have Syrian blood on their hands” – “USA e NATO hanno le mani sporche del sangue siriano” (English-Italiano + Video Interview)

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Michel Chossudovsky:

“USA & NATO have Syrian blood on their hands”.

With Syria halting military operations as part of a UN-brokered ceasefire, Western powers have been saying they do not trust the government to uphold the armistice. Experts believe the US and its allies are pursuing their own agenda: regime change.

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Michel Chossudovsky, Director of the Center for Research on Globalization, noted that Susan Rice, the US Ambassador to the UN, was wrong in saying that Russia and China had blood on their hands.

“NATO has blood on their hands,” he told RT. “The United States has blood on their hands. Why? Because they have supported an armed insurgency from the onset in March 2011. It is known and documented that this so-called opposition is, in fact, a proxy paramilitary formation, which is supported by the Western military alliance.”

He also noted that there is well-documented evidence to support the fact that most civilian casualties were attributable to terrorist acts by opposition gunmen and paramilitary forces.

Chossudovsky pointed to the hypocritical stance of the NATO member countries.

“On the one hand you have the government of Syria, and on the other you have, in fact, the foot soldiers of NATO,” he said. “In other words, NATO is supporting the rebels, but at the same time, the NATO countries which claim to be members of the international community, are brokering the peace plan.”

And as for the truce, Chossudovsky noted that it was the West that was not interested in seeing it bear fruit.

“The Western powers are not interested in a truce,” he concluded. “They have been seeking from the onset regime change, in other words, toppling the government and destabilizing the country.”

Political analyst Lajos Szaszdi says the US, as well the Gulf States and Turkey, prefer to see the failure of the UN-brokered peace plan put forward by the organization’s Syrian envoy Kofi Annan.

“They have an agenda of their own,” Szaszdi told RT. “They really don’t want peace with the current government of Syria.”

He said Western powers were in fact blatantly helping the opposition with diplomatic efforts, as well as by supplying money, weapons and even special forces to operate inside Syria.

And with recent reports of violence at the country’s border with Turkey, Szaszdi noted that the situation was increasingly volatile in the region.

“It’s a dangerous situation,” he stressed. “Turkey is thinking about how to internationalize the conflict, having NATO involved. And of course, we have to be very careful about this threat because what if the opposition itself, next time, could provoke an incident like the Germans did against Poland in 1939 in September, and appear like they are Syrian troops, when in fact they are members of the Free Syrian Army that want precisely to provoke international intervention.”

He also pointed to the fact that the weapons he said Turkey supplies to the opposition could end up in the hands of the Kurdish Workers’ Party (PKK), rekindling a decades-long conflict within Turkey itself.

The ceasefire came into effect at 6am local time on Wednesday. The government halted all military operations, though Annan criticized it for not withdrawing troops and heavy artillery from major cities. The UN Security Council is set to adopt a resolution that would authorize the deployment of an advanced monitor group to Syria.

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Michel Chossudovsky: “USA e NATO hanno le mani sporche del sangue siriano”.

Mentre la Siria interrompe le operazioni militari, come parte del cessate il fuoco mediato dall’ONU, le potenze occidentali fanno sapere che non non credono che il governo siriano voglia realmente sostenere l’armistizio. Analisti esperti ritengono che gli Stati Uniti ed i suoi alleati stiano perseguendo il proprio piano: cambio di regime a Damasco.

Michel Chossudovsky, direttore del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione, ha osservato che Susan Rice, ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, si sbagliava  nel dire che la Russia e la Cina avevano le mani sporche di sangue.

“La NATO ha le mani insanguinate”, ha detto RT. “Gli Stati Uniti hanno le mani insanguinate. Perché? Perché hanno sostenuto l’insurrezione armata fin dall’inizio nel marzo 2011. È noto e documentato che questa cosiddetta opposizione è, infatti, una formazione paramilitare in delega, supportata dalle forze militari occidentali”.

Egli ha anche notato che ci sono prove ben documentate a sostegno del fatto che la maggior parte vittime civili siano attribuibili ad atti terroristici da parte di uomini armati dell’opposizione siriana e di gruppi paramilitari.

Chossudovsky ha sottolineato la posizione ipocrita dei paesi membri della NATO.

“Da un lato c’è il governo siriano, e dall’altro ci sono i militari della NATO”, ha detto.

“In altre parole, la NATO sta sostenendo i “ribelli”, ma allo stesso tempo, i paesi della NATO che pretendono di essere membri della comunità internazionale, sono parte del piano di intermediazione per la pace”.

E per quanto riguarda la tregua, Chossudovsky ha osservato che sia l’Occidente a non essere  interessato a vederne realizzati i frutti.

“Le potenze occidentali non sono interessate ad una tregua”, ha concluso. “Hanno cercato di provocare il cambiamento di regime attraverso l’insorgenza, in altre parole, rovesciando il governo per destabilizzare il Paese”.

L’analista politico Lajos Szaszdi dice negli Stati Uniti, come pure gli Stati del Golfo e la Turchia, preferiscono vedere il fallimento del piano di pace delle Nazioni Unite, mediato  dall’inviato delle N.U., Kofi Annan.

“Hanno un’agenda tutta loro”, ha detto Szaszdi a RT. “In realtà essi non vogliono la pace con l’attuale governo della Siria”.

Szaszdi aggiunge che le potenze occidentali hanno di fatto palesemente aiutato l’opposizione attraverso forti appoggi diplomatici, nonché con la fornitura di denaro, di armi e di forze militari speciali, anche per operare all’interno della Siria.

E con le recenti notizie di violenze al confine del paese con la Turchia, Szaszdi ha osservato che la situazione nella regione si fa sempre più volatile.

“E ‘una situazione pericolosa”, ha sottolineato. “La Turchia sta pensando a come internazionalizzare il conflitto, coinvolgendo la NATO. E, naturalmente, dobbiamo stare molto attenti a questa minaccia, perché è quello che succederebbe se la stessa opposizione provocasse un incidente, come hanno fatto i tedeschi contro la Polonia nel 1939, nel mese di settembre, facendo cioè sembrare che siano le truppe siriane a provocare, mentre in realtà sono proprio i membri del così detto “esercito siriano libero” a voler istigare l’intervento internazionale”.

Ha anche sottolineato il fatto che le armi, che è risaputo la Turchia fornisce all’opposizione siriana, potrebbe finire nelle mani del “Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK)”, riaccendendo un pluridecennale conflitto all’interno della Turchia stessa.

Il cessate il fuoco è entrato in vigore alle 6 del mattino, ora locale, di mercoledì scorso. Il governo ha interrotto tutte le operazioni militari, anche se Annan ha criticato il fatto che  non siano state ritirate le truppe e l’artiglieria pesante dalle grandi città.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è pronto ad adottare una Risoluzione la quale possa autorizzare il dispiegamento di un ulteriore gruppo di monitoraggio avanzato in Siria.

(traduzione a cura di SyrianFreePress)

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Text by RT.com

Video by RT News reloaded by TruthfulVideo

Supported & Translated by SyrianFreePressNetwork

at http://wp.me/p1P9ia-120

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Syrian Free Press Network: the truth about the conspiracy against Syria

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