Pupazzo-cristiano presidente della falsa opposizione siriana: “Sepolcri imbiancati, belli di fuori, ma pieni di ossa di morti e putridume dentro” ~ Rapporto persecuzioni ai cristiani

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“Sepolcri imbiancati, belli di fuori, ma pieni di ossa di morti e putridume dentro”: queste parole del Cristo valgono per quel pupazzo-cristiano messo in Qatar alla presidenza della falsa opposizione siriana, mentre i loro jihadisti continuano la pulizia etnica dei cristiani.

RAPPORTO DI ALCUNE TRA LE PERSECUZIONI AI CRISTIANI IN SIRIA DA PARTE DEI JIHADISTI FINAZIATI DA USA-QATAR.

Alla presidenza della falsa opposizione siriana è stato messo un cristiano, per cui valgono le parole del Cristo: “Sepolcri imbiancati, belli di fuori, ma pieni di ossa di morti e putridume dentro”

Perchè si sa che al comando e a dirigere le operazioni terroristiche della cosiddetta “opposizione siriana” ci sono sempre i soliti mercenari jihadisti islamici, che vogliono la cancellazione di ogni altra identità, in special modo quella cristiana.

Riportiamo di seguito alcune segnalazioni, tra le tante, delle persecuzioni e attacchi alla comunità cristiana siriana, una delle più numerose, antiche e tradizionalmente riconosciute in Siria, da sempre considerate da tutti, istituzioni e popolo, allo stesso livello di ogni altra denominazione religiosa ed etnica nazionale. Oggi invece queste comunità sono, come in Palestina sotto la occupazione sionista, a rischio di estinzione.

E se manca il sale della terra, tutto diventa insipido…se non peggio.

…Parrebbe proprio che a tirare le fila ci sia la stessa mano…

(SyrianFreePress.net Network Editor)

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Distrutta con esplosivo storica chiesa di Aleppo

Aleppo – La storica chiesa evangelica araba di Aleppo, nel quartiere di Jdeideh (nella città vecchia), è stata minata con esplosivo e fatta saltare in aria “da uomini armati, per puro odio settario”: è quanto afferma, in una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides, il Pastore Ibrahim Nasir, leader spirituale della Chiesa Evangelica araba in Aleppo, riferendo dell’esplosione avvenuta due giorni fa.
Il rev. Ibrahim Nasir esprime “amarezza e tristezza di tutti i cittadini siriani” per un atto che rende i cristiani “inconsolabili”. Il messaggio inviato a Fides recita: “Oggi annunciamo la distruzione della Chiesa Evangelica araba, prima Chiesa martire. Oggi la Moschea degli Omayyadi di Aleppo e la Chiesa Evangelica di Aleppo sono riunite in un abbraccio di dolore, come erano abbracciate, fin dal 1848, nel culto di Dio e nel servizio all’uomo. Oggi è il giorno in cui gridiamo a Cristo per dire: mio Dio, perdona loro,perché non sanno quello che fanno”.
Nella tragedia che vive il popolo siriano, prosegue il leader, “ogni chiesa, ogni moschea è un rifugio per tutti coloro che sono stati costretti a fuggire dalle loro case”. E afferma: “Supereremo il nostro dolore e ricostruiremo il nostro paese, la nostra chiesa, la nostra moschea e la nostra umanità”.
Il testo conclude: “Ci aggrappiamo con fede alle parole del nostro Signore Gesù Cristo: Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo”, ringraziando “tutti coloro che hanno espresso solidarietà” e pregando Dio “di effondere su tutti i siriani lo spirito di amore”. (PA) (Agenzia Fides 9/11/2012)

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La piaga dei sequestri, oltre 1.700, nel conflitto siriano: appello di un reporter americano

Beirut – Austin Tice, reporter americano rapito in Siria il 13 agosto scorso, collaboratore del “Washington Post” e del gruppo “McClatchy Newspapers”, è una delle vittime più celebri, ma la piaga dei sequestri nel conflitto siriano ha fatto attualmente almeno 1.753 vittime, quasi tutti civili. I rapimenti sono utilizzati da gruppi armati presenti nella galassia dell’opposizione siriana o da gruppi infiltrati, per ottenere riscatti, per vendette, o per lo scambio di prigionieri.
Il giornalista americano Austin Tice, 31 anni, viene da una famiglia cattolica che oggi è giunta a Beirut: i suoi genitori, Marc e Deborah Tice, ferventi cattolici, lanciano un SOS e annunciano a Fides che nei prossimi giorni diffonderanno un appello ai rapitori per la liberazione di Austin. In un video diffuso su youtube il giornalista appare prelevato con la forza da militanti islamici al grido di “Allah è grande”. Fra le altre storie di sequestrati, segnalate a Fides, vi è quella dei due fratelli di p.Naïm Garbi, Rettore del Seminario greco-cattolico di Raboueh, rapiti dal loro villaggio di Dmeineh Sharkieh, vicino Qusayr, a giugno 2012.
Nel caso dei sette cristiani armeni rapiti da un gruppo armato nei giorni scorsi, mentre si recavano in autobus da Aleppo a Beirut (vedi Fides 6 e 8/11/2012), sembra che i rapitori abbiano chiesto, in cambio del loro rilascio, la liberazione di 150 fra soldati e militanti dell’opposizione siriana, fatti prigionieri dall’esercito regolare.
Secondo i comitati locali dell’iniziativa “Mussalaha” (“Riconciliazione”) – movimento popolare che raccoglie decine di famiglie e tribù siriane, di tutte le religioni – sommando tutti i casi avvenuti nelle aree di Damasco, Aleppo, Homs, Daraa, Deir Ezzor, oggi i sequestrati sono nel complesso 1.753, ma di continuo si segnalano nuovi casi.
Quello dei sequestri di civili “è un dramma umanitario che – affermano fonti nella Chiesa in Siria – dovrebbe attirare l’attenzione della comunità internazionale”. I civili vengono strumentalizzati dai gruppi armati o da gruppi jihadisti presenti sul terreno (secondo le ultime stime sarebbero oltre 2.000 gruppi): a causa della frammentazione di tali bande, della loro eterogenea provenienza e identità, della loro totale autonomia di operato, si diffondono disordini, banditismo, e tentativi di inquinare il conflitto siriano con settarismo e jihadismo. Alcuni dei sequestri, come nel caso di p. Fadi Haddad (vedi Fides 25/10/2012), finiscono in modo barbaro, con torture o decapitazione dei rapiti. (PA) (Agenzia Fides 9/11/2012)

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Gli sforzi della Chiesa per liberare i cristiani sequestrati

Aleppo (Agenzia Fides) – C’è uno sforzo in atto della Chiesa per cercare di liberare dieci cristiani rapiti nei giorni scorsi da un gruppo armato, mentre erano a bordo di un autobus diretto da Aleppo a Beirut (vedi Fides 6/11/2012). Si tratta di sette armeni, come riferito da Fides, ai quali si aggiunge un’altra famiglia cristiana: Bechara Rabbat, sua moglie Mary Rose Saghirv e il loro figlio Giorgio. Come riferisce all’Agenzia Fides Mons. Youssef Anis Abi-Aad, Arcivescovo Maronita di Aleppo, i dieci sono stati rapiti nella zona di Sarakeb da uomini armati non identificati: “Siamo molto preoccupati. Non sappiamo chi li ha presi. Stiamo cercando di identificare i rapitori e di stabilire un contatto con loro. Il giovane Gesuita p. Murad Abi Seif e molte famiglie stanno lavorando per cercare di risolvere il caso”. “I rapiti sono persone innocenti e fuori da ogni logica di conflitto ma – nota l’Arcivescovo – fra i ribelli vi sono numerose fazioni e gruppi, il che complica le cose”.
L’emergenza-sequestri è solo un aspetto dell’opera di Mons. Anis Abi-Aad. In una situazione sempre più drammatica, l’Arcivescovo spende la maggior parte del suo tempo incontrando i rifugiati, confortando gli afflitti, provvedendo ai bisognosi. Da “Buon Pastore”, visita i centri per rifugiati e senzatetto, visita gli ospedali per “alleviare le sofferenze del popolo siriano, mostrando solidarietà a tutti, senza eccezioni: questa è la missione della Chiesa”. “Non facciamo distinzione tra cristiani e musulmani siriani – spiega in un messaggio inviato a Fides – ma il coordinamento di tutte le Chiese, di diverse confessioni, è molto impegnato per gli aiuti”. Le famiglie più ricche e benestanti di Aleppo, riferisce, si sono spostate in Libano o verso la costa, ma “più della metà della popolazione è ancora in città e si rifiuta di lasciare le proprie case, nonostante i combattimenti: per questo aumenta il numero delle vittime”.
Come cristiani maroniti, aggiunge, “stiamo provvedendo a 450 persone, di diverse religioni e comunità, ospitate in due scuole della nostra comunità”. Scuole e moschee accolgono gli sfollati e offrono assistenza mentre “i padri gesuiti, con il contributo delle suore francescane, preparano oltre 6.000 pasti al giorno, che vengono distribuiti alle famiglie sfollate, accampate in diversi luoghi”. Il Vescovo nota la forte solidarietà fra i civili, “che piangono e soffrono”, e sottolinea che “in Siria non c’è un problema di settarismo”. “La nostra speranza e il nostro più grande desiderio – conclude – non può che essere la pace: per questo preghiamo intensamente”. (PA) (Agenzia Fides 8/11/2012)

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Villaggio cristiano di Ras el-Ain invaso da 1500 mercenari armati

Venerdì, 9 novembre 2012 – Apprendiamo ora, da persone attualmente in fuga, che il villaggio cristiano di Ras Al-Ain (22.000 ha.), situato alla frontiera turca, è stato occupato questa  mattina da 1500 mercenari armati di obbedienza wahabbita.

Alcune famiglie cristiane sono riuscite a fuggire verso Hassakeh, ma altre sono state prelevate. La Chiesa Siriaco-ortodossa del villaggio è stata saccheggiata e distrutta.

Inoltre ci giunge notizia che nel villaggio cristiano di Ghassanieh, a una  decina di chilometri da Jisr-el-Chougour, le case sono state evacuate a forza e sono ormai occupate dalle bande degli integralisti

http://www.leveilleurdeninive.com/p/special-syrie.html#raselainenvahi

traduzione OraProSiria – http://oraprosiria.blogspot.it/  

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SyrianFreePress.net Network 
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http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/11/14/10681/

reloaded by TerraSantaLibera.org
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https://terrasantalibera.wordpress.com/2012/11/15/3682/

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