Da Homs a Gaza, il filo conduttore che va spezzato

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Homs: un colpo di mortaio è stato sparato su Kafar Abed, causando la morte di una persona, un civile, ed il ferimento del figlio che era al suo fianco al momento.

A Homs, Siria, mercenari uccidono con una bomba dei civili, a Gaza, Palestina, coloni sionisti in pochi giorni uccidono 115 persone, quasi tutti civili, tra cui 25 bambini: cosa sanno i cittadini in Italia ed in Europa di questi crimini? Democraticamente, poco nulla.

La comunità internazionale è assolutamente all’oscuro di questi crimini commessi in suo nome dai dirigenti politici che le rappresentano, un branco di veri criminali che dovrebbero essere portati di fronte ad un Tribunale Internazionale (da Obama a Monti, passando per Hollande, Merkel, e Isaac-sons al seguito…), in quanto ingannando i popoli  con la scusa di voler esportare nel mondo la loro falsa “democrazia”,  armano mercenari-terroristi come quelli che operano in Siria, e finanziano maggiormente gli altri terroristi kosher che stanno massacrando Gaza e la Palestina intera.

Un cancro è stato impiantato artificialmente sul suolo storico della Terra Santa di Palestina, il cui nome è “sionismo”. I suoi portatori e diffusori, fanatici messianici spurii, allevati in laboratorio nei ghetti globali, sono stati delocalizzati nei territori arabi mediorientali (conosciuti come Palestina su tutte le mappe geografiche sinoalla metà del secolo scorso, anche sotto i mandati britannico e francese), per colonizzare, dividere ed espropriare un’area strategicamente importante sotto il profilo militare e basilare secondo le mire di appropriamento indebito delle più grandi riserve energetiche mondiali, cercando di limitare ed escludere le potenze concorrenti di Russia e Cina dall’accesso a tali bacini.

Tale bubbone è di recente installazione, senza radici storiche consistenti, e la sua rimozione sarà dolorosa per tutti, ma non impossibile, anche se urgente, prima che possa fare ancor più danno e maggiormente attecchire.

Le uniche radici storiche ebraiche, che possano reclamare una continuità di relazione residenziale con i territori di Palestina, sono piccole comunità come quella sulle colline di Nablus, i Samaritani, i quali vivono separati dal resto dei coloni sionisti (che sono giudaici, non ebraici), ed in buone relazioni, da sempre, con gli arabi circostanti. L’Autorità palestinese di Ramallah, sin dai tempi di Arafat, li ha sempre difesi, sostenuti, aiutati nei loro bisogni elementari di comunità, ed infatti nessuno li ha mai molestati nei secoli. Tali piccole comunità fanno parte della tradizione palestinese, non hanno mai avuto contrasti con le comunità circostanti, e come tali non avranno alcun problema a continuare a coesistere.

Ma il nucleo maligno sionista, estraneo al tessuto sociale arabo locale, di recente ed artificiale costituzione, quello che sta creando problemi contrabbandando le sue armi e tecnologia ai mercenari che insanguinano la Siria (enormi stoccaggi di armi, munizioni, missili, tecnologia militare avanzata sono stati intercettati e sequestrati in diverse operazioni anti-terrorismo dall’esercito arabo siriano nell’ultimo anno) e che massacra con i suoi bombardamenti continui, da anni, da troppi anni, la popolazione coatta di Gaza, mentre i suoi coloni americani, russi e di ogni nazionalità molestano e attaccano dalle loro colonie i contadini dei villaggi arabi circostanti, deve sloggiare, o sarà sfrattata d’imperio.

La natura, come sempre, farà naturalmente il suo corso, ed espellerà il corpo estraneo.
Anche la così detta “primavera araba”, come il virus di un’influenza generata e diffusa dai laboratori farmaceutici delle multinazionali (con interessi ben precisi), una volta sfogato il suo effetto e nonostante le vittime causate, si estinguerà.

I popoli e le nazioni arabe mediorientali, ognuna con la sua pecularietà e singolarità, riusciranno a trovare allora, superati contrasti, confusione e malintesi, e sotterrati i parassiti monarchi al servizio delle oligarchie finanziarie, petroliere e politiche occidental-sioniste, ognuno il proprio equilibrio e l’appropriata particolare stabilità di governo, per un futuro di coesistenza, collaborazione e progresso, per una crescita naturale del benessere di base di tutti.

Ma prima bisogna rimuovere gli impedimenti e le cause primarie che impediscono lo sviluppo e la crescita: e queste cause si chiamano fanatismo-sionista (che può essere di natura giudaica e cristianista, alla “Cristiano” Allam…per intenderci) e fanatismo-islamo-jihadista.

Nè “guerre sante” per l’usura occidentale, nè “guerre sante” per gli sceicchi petrolieri, ma Resistenza: facendo quadrato e sostenendo, ognuno nel suo ruolo, coloro che ancora fortemente e tenacemente tengono testa alla piovra in kipppà sionista.

Poi ci occuperemo anche degli altri, di quelle nazioni che si presentano belle di fuori, ma sono piene di ossa di morti e putridume dentro.
Ma quelli/e, al momento, date le circostanze di grave emergenza, sono il male minore.

Filippo F. Pilato

20/11/2012 – TerrasantaLibera.org

https://terrasantalibera.wordpress.com/2012/11/20/3734/

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2 Responses to Da Homs a Gaza, il filo conduttore che va spezzato

  1. swami anand says:

    infinitamente grazie per le sue analisi lucide sono buddhista vajraiana,e credo che tibet siria e palestina ed altre nazioni siano occupate da quel pensiero unico cosi ben descritto nel libro complotto contro la chiesa,chi puo lo legga, forse sara uj po esagerato ma i riscontri storici mettono paura.un abbraccio fraterno.

  2. Pingback: Da Homs a Gaza, il filo conduttore che va spezzato « TG 24 Siria

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