Oramai lo sanno anche i sassi, l’uso di armi chimiche in Siria porta la firma di al Qaeda

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Riportiamo questa interessante intervista fatta dal ‘il Sussidiario’ a Gianni Micalessin, della quale sottoscriviamo la sostanza, sebbene con alcune obiezioni, secondo noi importanti e affatto trascurabili, che ci riserviamo di esporre come nostra ‘nota’ e che troverete alla fine di questo testo/intervista.

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L’uso di armi chimiche in Siria
porta la firma di al Qaeda

‘Il Sussidiario’ intervista Gianni Micalessin il 13 aprile 2014

INTRODUZIONE DE “IL SUSSIDIARIO”
Nuovo uso di armi chimiche in Siria. Un attacco con il gas è infatti stato scagliato nel villaggio di Kfar Zeita, nel cuore della Siria. In attesa di un conteggio ufficiale, i morti sarebbero sette, e centinaia, secondo la televisione di stato, i feriti. Da giorni la stampa inglese parlava di attacchi con armi chimiche avvenuti a partire da gennaio in almeno tre occasioni, confermati anche da Israele. Sempre secondo Israele i gas usati non sarebbero i devastanti sarin o gas mostarda, ma semplice pesticida, che ovviamente può causare effetti mortali, ma che non fa parte dell’arsenale chimico governativo smantellato da tempo. Il fatto che non si tratti dei gas che Assad ha accettato di consegnare alle Nazioni Unite dimostra, secondo Gian Micalessin, che a impiegare le armi chimiche sono i ribelli. Secondo Micalessin anche l’attacco dello scorso agosto, quello che causò più di cento morti, venne portato avanti dai ribelli.

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L’INTERVISTA:

Nuovo attacco chimico in Siria e nuovo rimbalzo di accuse tra governo e ribelli. Che opinione si è fatto

Sarebbe un episodio molto strano se venisse attribuito ad Assad, che ha completato la consegna delle sue armi chimiche alle organizzazioni che per conto dell’Onu operano in Siria. Tecnicamente i siti chimici di Assad sono stati tutti smantellati e il materiale preso in custodia dalle organizzazioni incaricate di farlo.

Dunque chi ci potrebbe essere dietro questo nuovo attacco?

Si può ipotizzare che alcune armi chimiche siano rimaste fuori del controllo dell’Onu, oppure che siano state nuovamente utilizzate dai ribelli come ormai appare chiaro essere accaduto lo scorso agosto

Una verità ufficiale sulla strage dell’agosto 2013 non è mai stata resa nota

Eppure gli indizi che attribuiscono ai ribelli l’uso delle armi chimiche sono tanti ed evidenti a chiunque.

Ad esempio?

L’attacco con le armi chimiche avvenne con una tempistica straordinaria, solo 72 ore dopo l’arrivo in Siria degli ispettori che dovevano investigare proprio sull’uso delle armi chimiche. Accadde poi in una zona molto vicina al cuore di Damasco, dove l’esercito governativo non aveva bisogno di utilizzare alcun tipo di arma chimica perché stava vincendo. E poi sarebbe stato complesso usare le armi chimiche così vicino alle proprie posizioni militari e al centro abitato.

Ci sono altri elementi?

I filmati girati subito dopo l’attacco mostrano i soccorritori privi di mascherine, cosa che a chi opera in una zona colpita da armi chimiche come il sarin è assolutamente sconsigliabile, perché con le dinamiche dell’attacco chimico non usare le mascherine porta a venire intossicati. E infine i corpi dei bambini perfettamente allineati, che suggeriva in modo evidente che fossero stati disposti così appositamente.

Uso delle armi chimiche da parte dei ribelli perché?

E’ ovvio, per smuovere l’opinione pubblica occidentale e far intervenire le superpotenze a fianco dei ribelli e contro Assad, come peraltro stava per accadere

SAUDI ARABIA TERRORISM CARTOON

Lei ha sempre sostenuto che il rischio peggiore in Siria fosse l’infiltrazione di Al Qaeda, é cosí?

Sí, e questo é quello che é successo. Al Qaeda ormai é egemone sul territorio, si tratta di gruppi operativi che si contrappongo al regime. I gruppi moderati o sono stati completamente debellati da Assad o non hanno armi e munizioni, che invece arrivano dal Qatar e dall’Arabia Saudita e privilegiano i gruppi qaedisti. Oppure sono stati debellati dagli stessi gruppi fondamentalisti con una durissima offensiva in cui sono stati massacrati non solo i cristiani, ma gli stessi comandi delle fazioni moderate che l’occidente avrebbe voluto appoggiare.

Un quadro devastante

Questi gruppi non sono in Siria per portare la democrazia ma la versione piú fanatica dell’islam, quella che uccide in nome di Dio e in nome della quale vengono uccise centinaia di persone innocenti.

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Ultimamente si é assistito all’intervento di gruppi islamici fondamentalisti provenienti dalla Turchia e appoggiati dall’esercito turco.

Il coinvolgimento turco é aperto e palese sin dall’inizio del conflitto. I turchi hanno aperto i propri confini e permesso il passaggio delle formazioni piú estremiste e fondamentaliste. Erdogan ha addirittura taciuto che sia stato aperto il fuoco contro i propri soldati, il collegamento tra Erdogan e i qaedisti é comprovato da tempo ed é uno degli elementi piú inquietanti della sua politica in medio oriente.

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L’America, messa da parte l’idea di attaccare Assad, sembra scomparsa dal quadro siriano, le risulta?

La politica di Obama é stata una progressione di errori che si sono accumulati generando una valanga. Si é partiti dall’idea errata di alcuni esperti democratici di poter appoggiare i “Fratelli musulmani” affidando la missione al Qatar che invece appoggiava non certo i moderati ma i piú estremisti e i piú radicali. In questo crescendo di errori si é arrivati alla follia di fornire armi senza rendersi conto che finivano in mano ai qaedisti. Ora Obama si é reso conto di cosa succede davvero in Siria, ma é troppo tardi perché i morti hanno superato i centomila e questa é una delle responsabilitá piú gravi dell’occidente.

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Gian Micalessin –  Il Sussidiario del 13/4/2014

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NOTA della Redazione di TSL

L’articolo é interessante, con vari spunti degni di considerazione, tuttavia la nostra Redazione non condivide necessariamente ogni affermazione contenuta in tale intervista, che rispecchia unicamente l’opinione dei suoi autori. Riteneniamo valide le analisi di fondo, le quali attribuiscono logicamente ed onestamente la responsabilitá per gli attentati chimici ai gruppi terroristici di mercenari jihadisti (a stragrande maggioranza stranieri) infiltrati in Siria.

Quello che non possiamo soprattutto sottoscrivere é quando si afferma che Obama e la sua amministrazione abbiano creduto di “fornire armi senza rendersi conto che finivano in mano ai qaedisti“, perché é una cosa semplicemente impossibile, nel momento in cui proprio reparti militari speciali americani direttamente istruivano/istruiscono i gruppi terroristici in campi d’addestramento al combattimento, e all’uso di armi leggere e pesanti, che sono a ridosso dei confini di Turchia e Giordania.

Gli storici predoni e tagliagole di Qatar, Turchia e Sauditi, che hanno i propri interessi nell’area, fanno solo da tramite nella triangolazione delle consegne d’armi, ma l’intelligence USA sa benissimo dove esse vanno a finire, in che quantitá, di quale livello tecnologico e a chi, e questo sin da quando hanno dato l’ordine di trasferire (sotto scorta della Marina Americana nell’attraversamento del Mediterraneo) l’obsoleto e datato arsenale del Colonnello Gheddafi nelle mani delle bande jihadiste in Turchia e Libano (in Libvano peró sono state subito intercettate e sequestrate), non in grado di competere con le moderne tecnologie occidentali, ma sufficiente a fare danno e creare problemi in campo siriano (…e non solo…).

Obama non solo sapeva, ma la sua amministrazione, usata come un pugno di marionette dalla super-lobby sionista finanziaria globale (con a capo la gang dei Rothschild, padrini & cugini), ha organizzato e diretto sin dall’inizio (diversi anni fa e molto prima dell’inizio delle cosí dette “primavere arabe”) questo complotto per spezzare la resistenza araba all’occupazione coloniale aliena della Palestina: resistenza che é rappresentata soprattutto dalla Siria e dall’Hezbollah libanese.

Sfaldare il mondo arabo, specialmente quello con stretti legami e a ridosso della Russia di Putin, vuol dire aprire nuovi scenari di guerra e di conquista: sia delle risorse energetiche, sia di un maggior potere militare sull’emisfero euroasiatico, sia di accerchiamento di Russia-Cina-Corea, sia di estensione e consolidamento del tanto agognato (dagli psicopatici kazaro-sionisti) Eretz Israel. Il NWO é solo un passaggio obbligato.

eretz-israhellLa Siria di Bashar al-Assad e la Russia di Putin, sono quindi oggi il vero ostacolo della banda di criminali per cui Obama lavora: l’hanno capito quasi tutti, a ogni latitudine e longitudine del pianeta, e Obama sarebbe cosí stupido da non vedere, non sapere, non capire? Sinceramente, con massimo rispetto per Micalessin, stentiamo a crederlo.

FFP per la Redazione di TerraSantaLibera – 13/4/2014

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2 Responses to Oramai lo sanno anche i sassi, l’uso di armi chimiche in Siria porta la firma di al Qaeda

  1. L’ha ribloggato su .

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