SIRIA: speciale elezioni presidenziali ~ Popolo siriano più forte del terrorismo

Maher Abdul-Hafiz Hajjar-Hassan Abdullah al-Nouri-Bashar al Assad

Lunedì in Siria è giornata di silenzio. Martedì il Paese sceglierà il nuovo presidente. Secondo gli esperti, alla grande, le alternative sono due: o Assad o Al-Qaeda.

Il corso della votazione in Siria, fissata per il 3 Giugno, sarà seguito da parlamentari di 30 paesi amichevoli, tra cui quelli russi. Insieme a Bashar Assad si presentano come candidati alla carica di Presidente anche alcuni politici poco conosciuti tra cui il deputato-comunista Maher Abdul-Hafiz Hajjar di Aleppo e Hassan Abdullah al-Nouri, ex ministro che guida l’Iniziativa nazionale per le riforme. Il primo s’impegna a difendere gli interessi delle masse lavoratrici colpiti dalla crisi, al-Nouri ritiene prioritari la lotta contro la corruzione e il supporto della classe media.

Stando alle previsioni preliminari, l’esito delle elezioni è già: almeno il 70 % dei cittadini s’intendono presentare alle urne, danno la preferenza al Presidente in carica Bashar Assad. Gli altri due candidati raccoglieranno il 15 % cadauno,- ritiene Joshua Landis, capo del Centro di Studi sul Medio Oriente.

In sostanza, non ci sono oppositori ad Assad e le prossime elezioni, come tali, possono essere considerate come referendum. In accordo con la Costituzione della Siria, il partito al potere si deve scegliere, lo è proprio Bashar Assad. Questa volta ci sono diversi candidati, concorrenti ad Assad, ma tutti loro hanno dichiarato che saranno felici se vincerà proprio lui.

Le prossime elezioni sono un tentativo di Assad di dimostrare ancora una volta che ha la situazione sotto controllo, che esiste lo Stato siriano capace di svolgere con efficacia le elezioni presidenziali. L’attuale campagna elettorale si svolge nel momento quando un numero sempre maggiore di cittadini siriani sono delusi dalla rivoluzione che non percepiscono più come alternativa tangibile ad Assad.

Secondo il politologo siriano Mehdi Dahlull, le prime elezioni presidenziali su una base alternativa nella storia contemporanea della Siria sono destinate a segnare un passo significativo sulla via verso il pluralismo democratico. Il loro svolgimento entro i termini costituzionali segna il trionfo della scelta indipendente del popolo siriano. Secondo le sue parole per gli ulteriori passi ed iniziative politici di Damasco è eccezionalmente importante quante persone voteranno per Assad martedì prossimo.

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Assad stesso nel giorno conclusivo della campagna elettorale ha dichiarato che la Siria è riuscita a reggere e a neutralizzare il complotto nei suoi confronti grazie all’impegno del suo popolo. Peraltro, uno dei suoi oppositori Maher Abdul-Hafiz Hajjar gli dà ragione solo in parte.

La primavera araba è un vero movimento dei popoli arabi. La gente è scesa in piazza avanzando richieste chiare e fondate. È il loro diritto. Purtroppo, le forze politiche internazionali si sono avvalse della Primavera Araba per i loro scopi egoistici, incanalandola in direzione diversa. In partenza, invece, non c’era nessun complotto.

Maher Abdul-Hafiz Hajjar è dell’opinione che il nuovo Capo dello Stato dovrà dedicare l’attenzione prioritaria a tre problemi:

Primo. Miglioramento delle condizioni di vita dei nostri cittadini. Penso che la crisi nel nostro Paese sia stata provocata dalla povertà di alcune regioni e dalla discriminazione sociale. È mio intendimento impegnarmi a combattere la mediante il miglioramento degli indici economici e le assicurazioni sociali per tutti i cittadini del Paese.

Seconda cosa. Potenziamento del ruolo della Siria nell’arena internazionale. Il nostro Paese ha un grande potenziale per la cooperazione con i paesi del BRICS, innanzitutto con la Russia e la Cina.

Terza cosa. Aumento del ruolo della Siria nel mondo arabo. La Siria s’impegnerà a far s’ che nella nostre regione non ci sia dispotismo da parte di un paese. La Siria vuole avere un ordinamento democratico e il diritto di governarla spetta solo al popolo stesso. Per rafforzare la nostra posizione nel mondo arabo occorre rilanciare l’economia siriana.

Intanto, le previsioni ottimistiche sul futuro della Siria sono legate, per un verso o per l’altro, al nome di Assad. Quali che siano i giudizi sulla sua persona, va riconosciuto che l’attuale Presidente sembra sia l’unico politico attivo capace di far uscire il Paese dal drammatico impasse in cui si è trovato, compreso per colpa dell’Occidente, che ha deciso di sostenere la primavera araba senza considerare le caratteristiche specifiche della regione.

Secondo la maggioranza degli esperti, la Siria è ad un bivio: o Assad resta nella carica di presidente, o Al-Qaeda prende il potere e vince la guerra che viene condotta contro il terroristi. Le prossime presidenziali offrono al governo una buona opportunità per dimostrare di avere la situazione nel Paese sotto controllo.

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Source at : http://italian.ruvr.ru/2014_06_02/La-Siria-ad-un-bivio-1454/

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