Novorossija: Disfatta di Kiev e della NATO

Igor Strelkov: “La liberazione di Kiev dalla banda occupante di pedofili, cultisti e altra feccia è uno dei compiti più importanti della nostra campagna”.

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Novorossija: disfatta di Kiev e della NATO

di Alessandro Lattanzio, 17/7/2014 – AURORA

I cinque distaccamenti della giunta di Kiev attivi nella regione di Donestk- Lugansk erano la 79.ma brigata aeroportata, i battaglioni Shakhtjorsk e Azov, la 24.ma brigata d’artiglieria e la 72.ma brigata meccanizzata.

Dal 15 luglio, enormi convogli ucraini di blindati, artiglieria e autocarri alla rinfusa si ritiravano verso Kozhevnja (a sud di Dmitrevka) per sottrarsi all’accerchiamento delle truppe di Lugansk.

Durante la ritirata da Izvarino, le forze speciali ucraine (SBU) di Kirovograd subivano ingenti perdite: 8 morti e 30 feriti.

La milizia dell’autodifesa riprendeva le posizioni occupate dagli ucraini il 13 luglio. Nella zona dell’aeroporto di Lugansk rimanevano bloccati 45 tra carri armati e blindati majdanisti. La milizia dell’autodifesa aveva catturato alle forze ucraine 4 carri armati T-64, 3 cannoni semoventi 2S1 Gvozdika, 1 BTR e 2 autoveicoli.

La giunta a Kiev, dopo aver subito notevoli perdite e problemi logistici nell’offensiva su Lugansk-Donestk, nel fallimentare tentativo di sbloccare l’aeroporto di Lugansk, si ritirava mentre la milizia della RPL  sventava la maggiore operazione strategica dei majdanisti, infliggendo alla giunta naziatlantista la peggiore sconfitta dall’inizio della guerra, costringendola a un’urgente pausa operativa.

Dal 1 luglio al 14 luglio, i miliziani della Repubblica Popolare di Lugansk avevano eliminato oltre 800 miliziani majdanisti e 50 loro blindati.

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Il 15 luglio, colonne di blindati e obici semoventi con bandiere russe e della Novorossija si muovevano diversi punti tra Donetsk e Lugansk raggiungendo Enakevo, 100 km ad ovest di Lugansk.

Il 16 luglio, la milizia dell’autodifesa delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk lanciava un’offensiva contro la Guardia Nazionale ucraina.

L’offensiva iniziava “alle 5 del mattino del 16 luglio per liquidare la sacca di Stepanovka (Donetsk), con i bombardamenti dei carri armati e dei mortai sulle postazioni della Guardia Nazionale ucraina presso Marinovka (regione di Donetsk), che continuarono per un’ora“.

La milizia combatteva anche nella zona del villaggio Tarani e di Savr-Mogila, utilizzando mortai e carro armati contro le posizioni ucraine.

Nei pressi di Amvrosevka, il 3.zo battaglione della 72.ma brigata ucraina veniva bombardato dagli MLRS Grad della milizia, infliggendo 4 morti e oltre 10 feriti, mentre i miliziani della RPD facevano saltare in aria la torre delle comunicazioni dell’aeroporto di Donetsk, con cui i golpisti guidavano le operazioni di aviosbarco di armi, mercenari e munizioni nell’aeroporto di Lugansk.

A Izvarino, la milizia eliminava 8 spetsnaz ucraini di Kirovograd e ne feriva atri 10. Un’altra unità majdanista veniva circondata sempre presso Izvarino, perdendo 1 sistema d’artiglieria semovente e 40 autocarri.

Nella zona di Sverdlovsk, regione di Lugansk, la milizia devastava la 72.ma brigata con artiglieria e mortai. La raffineria di Lisichansk, LINIK, veniva liberata dalle forze armate di Novorossija.

La raffineria rappresenta circa il 40% della capacità totale di raffinazione dell’Ucraina. Un distaccamento dell’esercito della RPD catturava 4 blindati abbandonati dalle forze majdaniste presso Tonenkoe, mentre a Mospino la milizia eliminava 2 BMP-2 e 50 naziguardie.

Due aviogetti Sukhoj Su-25 venivano abbattuti su Gorlovka. 2 paracadutisti russi furono uccisi da un gruppo di naziguardie ucraine infiltratesi nel territorio della Federazione Russa. Durante la ritirata i miliziani dell’autodifesa intercettavano gli aggressori majdanisti, eliminandone la maggior parte.

Veniva anche liberata Marinovka, dove le forze golpiste, i paracadutisti della 79.ma brigata, venivano accerchiate perdendo 1 BTR e 2 BMP-2, di cui 1 catturato intatto. Il fronte meridionale di Novorossija veniva così assicurato.

Nelle altre zone del fronte meridionale, la Milizia continuava l’offensiva impiegando l’artiglieria contro le colonne majdaniste. In totale venivano accerchiati 2500 dei 5000 mercenari majdanisti impiegati direttamente contro la Novorossija. Diverse unità si disperdevano, come ad esempio la 24.ma brigata meccanizzata, mentre un centinaio di miliziani ucraini si rifugiava in Russia.

La 72.ma brigata meccanizzata, isolata nella zona di Birukova-Gukovo, subiva gravi perdite e carenze di munizioni, carburante, cibo e acqua.

Le forze ucrainiste abbandonavano in fretta le posizioni presso Provale, Krasnodon, Aleksandrovka, Izvarino e Shaste. In pratica, tutte le unità majdaniste impiegate sul fronte meridionale di Novorossija si ritiravano disordinatamente, abbandonando materiale e mezzi. Si trattava delle 5 unità da combattimento di Kiev già indicate: la 79.ma e la 24.ma brigate aeroportate, il battaglione territoriale Shakhtjorsk, il battaglione naziatlantista Azov e la 72.ma brigata meccanizzata. Tutte intenzionate a rompere l’accerchiamento cui erano sottoposte dalla Milizia dell’autodifesa.

L’esercito ucraino avrebbe perso 258 soldati e altri 922 sarebbero stati feriti nell’operazione contro il sud-est dell’Ucraina, secondo il portavoce del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale ucraino Andrej Lisenko.

Il ‘ministro’ degli Interni golpista Arsen Avakov licenziava 585 agenti di polizia di stanza a Donetsk per ‘tradimento’, mentre arrivava un battaglione di volontari israeliani in supporto della giunta golpista a Kiev, per combattere contro i federalisti. Il comandante dell’unità incita tutti gli ebrei ucraini ad aderire al battaglione “Matilan“. Si tratta di un’unità speciale della polizia di frontiera israeliana, creata nel 1996. Matilan significa “intelligence, osservazione, intercettazione, operazioni speciali”.

Nel porto di Odessa venivano sbarcati in segreto 12 semoventi da 152 mm Vz.77 Dana di produzione ceca ma provenienti dalla 1.ma brigata d’artiglieria polacca Masuria, assieme ad autocarri, militari e altri mezzi. Inoltre, Kiev ha ricevuto dagli Stati Uniti 2000 giubbotti antiproiettile Interceptor, sebbene in compenso l’esercitazione Rapid Trident 2014, inizialmente prevista per luglio in Ucraina, verrà rinviata, come dichiarava il tenente-colonnello dell’USAF David Westover Jr. Le date esatte e i partecipanti devono essere determinati.

L’esercitazione era prevista presso Lvov, in Ucraina, e doveva coinvolgere unità di Stati Uniti, Ucraina, Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Regno Unito.

Rapid Trident 2014-1

Rapid Trident 2014-2

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SOURCE:  Alessandro Lattanzio – AURORASITO
https://aurorasito.wordpress.com/2014/07/17/novorossija-disfatta-di-kiev-e-della-nato/

Fonti info:
Alawata
Army Times
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
Global Research
Maidan Translations
Politikus
Sociologia Critica
Sputniki Pogrom
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Voice of Russia

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TerraSantaLibera. org republished on 18/7/2014 at
https://terrasantalibera.wordpress.com/?p=5729

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2 Responses to Novorossija: Disfatta di Kiev e della NATO

  1. Rudolf05 says:

    C’è un problema grave, anzi gravissimo, che aldilà delle fazioni in lotta e dei pupazzi al potere, determina angoscia e orrore negli Ucraini. La giunta teleguidata di Kiev spalleggiata dagli oligarchi di triste memoria sovietica sta obbligando i cittadini anche di 60 anni ad abbandonare tutto e tutti per vestire la maglia militare ed andare all’Est come carne da macello. La disperazione nelle famiglie dilaga.

    • purtroppo é vero e in alcuni video pubblicati si vedono anche le donne ucraine, madri, mogli, sorelle, fidanzate, protestare duramente per opporsi all’invio dei propri uomini a combattere i propri fratelli ucraini.

      questo é il frutto velenoso del falso-nazionalismo orchestrato da 4 deficenti rasati esaltati, che non sarebbero andati da nessuna parte senza l’aiuto dei servizi USA.

      se puó consolare, nonostante i bombardamenti di Kiev, le milizie di Novorussia stanno dando filo da torcere e grandi batoste ai regolari di Kiev, che se la stanno dando a gambe levate abbandonando armi pesanti e postazioni.

      ora abbiamo alcuni giorni di calma relativa, nei quali risulterá evidente la responsabilitá di Kiev nell’abbattimento dell’aereo di linea malese e l’estraneita delle milizie di Novorussia. Se le investigazioni potranno dimostrare la veritá, Obama e pupi dovranno cambiare tattiche.

      ma non illudiamoci, che il lupo perde il pelo ma non il vizio…

      la battaglia é ancora lunga, forse anche troppo lunga per le nostre effimere vite, una guerra nel tempo, che per noi é eternitá.

      non praevalebunt

      *

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